In un video la cui attendibilità è ancora tutta da verificare, un miliziano dell’ISIS si rivolge a Putin: “Verremo in Russia e vi uccideremo nelle vostre case”.

All’offensiva terroristica globale lanciata da uno Stato Islamico apparentemente in difficoltà sul terreno e che ha colpito nelle ultime settimane l’Occidente (in primis Francia e Germania) ma non solo, si sarebbe aggiunto oggi un nuovo tassello. Proverrebbe infatti dalla galassia di siti vicini al gruppo ISIS un nuovo video che ha ormai fatto il giro del mondo e vede per protagonista un miliziano impegnato a lanciare un appello ai seguaci del gruppo affinché colpiscano la Federazione Russa.

Il Cremlino prende sul serio la minaccia dell’ISIS di colpire in Russia. Photo credit: larrywkoester via Foter.com / CC BY

Nel filmato, della durata di una decina di minuti, il combattente unitosi alla causa del Califfo al-Baghdadi è ritratto a volto coperto mentre guida un auto nel deserto, presumibilmente nella zona di Akashat nella regione dell’Anbar (almeno stando ai sottotitoli) inneggiando al Califfato. Tra le altre immagini, in cui si vedono uomini armati assaltare veicoli blindati e tende, o intenti a raccogliere armi nel deserto, il miliziano dell’ISIS si rivolge direttamente al Presidente Putin e ai “fratelli” jihadisti esortandoli a compiere azioni in territorio russo: “Ascolta Putin, verremo in Russia e vi uccideremo nelle vostre case. Fratelli, conducete la jihad e uccideteli e combatteteli”. La pubblicazione di questo filmato da parte dell’ISIS potrebbe essere la risposta di un esercito messo all’angolo e spesso costretto nell’ultimo periodo a repentine ritirate da città irachene un tempo saldamente sotto il controllo del Califfato: la Russia ha infatti compiuto reentemente un salto di qualità nella comunicazione, quando non nella collaborazione, con gli Stati Uniti e le forze impegnate sul campo a respingere i terroristi.

Il Cremlino si mostra cauto in relazione ad un filmato la cui autenticità è ancora tutta da confermare e ostenta sicurezza. Tuttavia, minacce di questo genere in Russia non possono non far tornare alla memoria il terrore portato a Mosca e in altre città russe dal terrorismo islamico ceceno a cavallo degli anni 2000, cui lo stesso Putin (da poco insediatosi alla guida della Russia) rispose con controverse azioni nel Caucaso. Lo spettro del risveglio delle rivendicazioni dei radicalisti caucasici, tese alla fondazione di un Califfato tra il Mar Nero e il Mar Caspio, ha spinto Putin ad usare parole rassicuranti ma ferme attraverso il proprio portavoce Dmitri Peskov: “Queste minacce non possono influenzare in alcun modo la linea seguita dalla Russia e dal presidente Putin nella lotta al terrorismo, che continua in tutte le direzioni. Le autorità trattano con la dovuta attenzione queste pubblicazioni, che sono prese nella dovuta considerazione dai servizi speciali responsabili dell’attivita’ antiterroristica e della sicurezza”.

di Andrea SEVERINA

Articolo precedente

Tennis: Djokovic da 30 e lode a Toronto

Articolo successivo

Sirte, primi raid USA sulla roccaforte del Califfato in Libia

Redazione Retrò Online

Redazione Retrò Online

La redazione di Retrò Online - Magazine.