Mosul potrebbe essere l’ultimo capitolo della guerra contro lo Stato islamico. Stamani il premier iracheno al-Abadi ha lanciato l’ultimatum ai vertici del Califfato. Le ore che seguiranno potrebbero rivelarsi l’epilogo di questa guerra che ha visto strategie feroci anche contro gli innocenti, come s’è appurato ieri con la testimonianza di alcune fonti che hanno rivelato di come lo Stato islamico abbia disseminato il territorio intorno a Mosul con giocattoli imbottiti di tritolo. Al-Abadi nell’ultimatum di stamattina ha sottolineato di come l’Isis – arroccato a Mosul – non abbia ormai più vie di fuga.

All’alba di oggi l’esercito iracheno ha raggiunto la zona urbana di Mosul, dopo aver assediato i confini della città per due settimane. Attualmente si sta combattendo a Gogjali, a 10 chilometri da Mosul, mentre sul fronte Est le forze di liberazione hanno aperto una breccia nel distretto di Karama. Tutto ciò si risolve in un duro colpo inflitto allo Stato islamico, che pare ormai agli ultimi giorni. Nel corso della giornata di ieri le forze di liberazione irachene avevano conquistato Bazwaia, che è considerato il punto più prossimo a Mosul. Da qui sono state poste le basi per l’ultimatum di stamattina. I Peshmerga curdi, intanto, fanno sapere che lo Stato islamico ha cercato più volte di fermare l’offensiva irachena mediante attentati suicidi, ma che ogni operazione è fallita di fronte all’avanzata dell’esercito di liberazione. A Mosul vive ancora una minoranza curda, che si spera presto di liberare.

Intanto da giorni si parla di una sollevazione curda nell’abitato di Mosul. Tutto ciò faciliterebbe ulteriormente l’ingresso dell’esercito iracheno nella città e di riflesso un indebolimento delle forze dello Stato islamico. Mosul è la roccaforte del Califfato, contando al suo interno oltre 6mila jihadisti: una situazione demografica ben diversa rispetto a quella dei villaggi fino ad ora liberati dall’esercito iracheno.

All’offensiva di Mosul partecipano attualmente oltre 50mila uomini. Ci sono militari dell’esercito di Baghdad, militanti Peshmerga curdi e forze sciite. La strategia in atto volge all’accerchiamento della città di Mosul e allo sfinimento dello Stato islamico, ma si ipotizzano scontri diretti fra sciiti e sunniti, dal momento che la città è per gran parte sunnita. Il comandante della Badr, al-Amiri, teme che l’assedio di Mosul possa protrarsi nel tempo e rievocare la tragedia di Aleppo. Questo significherebbe un secondo bagno di sangue e una battaglia vinta “per metà”.

Articolo precedente

Mosul: la guerra feroce contro gli innocenti. Bombe nei giocattoli

Articolo successivo

Il suolo batterico che sente la pressione

Stefano Boscolo

Stefano Boscolo

Stefano Boscolo nasce a Torino nel luglio 1986. È laureato a pieni voti in Lettere e con lode in Culture moderne comparate presso l'Università degli Studi di Torino. È autore di diverse pubblicazioni e di una tesi sull'Immagine di Cristo, il culto mariano e il significato della salvezza nella poetica di Karol Wojtyla. È studente nel corso di laurea magistrale in Filologia e Letterature dell'Antichità. È uditore presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale - Torino.