Le elezioni in Polonia di domenica 25 ottobre 2015 segnano l’allontanamento del paese dal suo futuro nell’Eurozona. Il partito Diritto e Giustizia (PiS – abbreviazione di Prawo I Sprawiedliwosc) ottiene 235 posti in Parlamento su 460. Quali sono le conseguenze prevedibili di questo voto nel futuro dibattito politico?

Insieme al PiS (che come spiegato prima non è un invito ad andare in bagno!) entrano altri quattro partiti: la famosa Piattaforma Civica liberale, l’irriducibile Partito dei Contadini e due nuove creature. La più votata è il gruppo dei seguaci di Pawel Kukiz, la rock star, mentre quella meno votata, ma più interessante, è rappresentata dai fan “pro-business”di Ryszard Petru.

Ma la vera notizia di queste elezioni riguarda la sconfitta della sinistra nelle urne. Per la prima volta dal collasso del comunismo in Polonia la sinistra, che si è presentata in coalizione alle elezioni, non siede in Parlamento.

Gli otto anni (due mandati) di crescita economica e stabilità politica garantite dal partito di Donald Tusk hanno portato ad una saggia svolta democratica nel paese per questioni riguardanti principalmente la corruzione che spesso attacca i luoghi di potere.

Purtroppo, però, la vittoria di Beata Szydlo, terza donna Prima Ministra della Polonia, segna l’allontanamento della Polonia dal suo futuro nell’Eurozona. I dati economici relativi al deficit e al debito pubblico polacchi di quest’anno (che accontentano i parametri di Maastricht), infatti, continuano a premere per l’adozione della moneta unica e una delle conseguenze principali di questo voto è proprio la perdita di otto anni di duro lavoro.

L’ultima speranza risiede quindi nell’ex sindachessa di Malopolska e in una sua maggiore indipendenza politica da Kaczynski, l’ometto a cui l’Unione Europea non piace proprio, cofondatore del PiS e convinto salvatore della sua patria: la Polonia dalla morale conservatrice e dall’intervento statale nell’economia.

Il suo menu elettorale recitava: tasse ai supermercati stranieri. Si diceva poco sopra che la Polonia è sempre più vicina all’Euro. Vi ricordate la fuga della Fiat in Polonia perché la paga in zloti era conveniente? Beh, cari lettori europei, non ci resta che capire cosa Kaczynski intenda per stranieri.

Quello che sappiamo per certo è che a lui gli stranieri non piacciono in generale. La sua posizione verso l’immigrazione e la redistribuzione delle quote è chiara: più soldi all’UE, ma nessuna accoglienza (secondo piatto del menu!).  E per finire il menu e “voltare pagina”, dopo il disprezzo per l’Unione Europea e quello per gli stranieri, non resta che riabbassare l’età pensionabile, perché alla fine dei conti se la vita si allunga e i giovani immigrati non li vogliamo, cosa resta da fare? Niente. Pregare.

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Simone Fissolo

Simone Fissolo

Presidente della Gioventù Federalista Europea italiana. Membro della Consulta europea della Regione Piemonte. Studente al College of Europe (Campus di Natolin).