Sul fronte migranti è pronto un nuovo piano per arginare il fenomeno sociale ormai divenuto inarrestabile per l’Italia. Si parla di “Migrant Compact 2.0”, un piano di erogazione di 500 milioni di euro per fronteggiare il fenomeno. E da Roma arrivano già le prime revisioni per mettere a punto con precisione i Paesi su cui intervenire e le iniziative da valutare per una migliore ottimizzazione delle risorse.

L’Italia è sempre sul piede di guerra per ottenere sostegno dall’Europa, di fronte a un flusso migratorio non solo crescente ma addirittura apparentemente inarrestabile.  I migranti che giungono ogni giorno in Italia – salpando dalle coste del Nord Africa – è sempre maggiore, e sembra proprio che da Roma non ci siano piani concreti ed effettivi per arginare questo fenomeno, che potrebbe ulteriormente incrinare gli equilibri interni del Paese. Dopo il varo del “Migrant Compact” l’Italia si è espressa per proporre una versione 2.0 del documento. Secondo Roma non basta stanziare dei fondi, ma bisogna innanzitutto saper bene a priori verso quali iniziative dirottare il denaro e su quali Paesi intervenire con precisione. Un’opera tutt’altro che semplice, che nonostante ciò non può essere meditata a lungo. Mentre l’Europa si interroga su come risolvere il problema dei migranti, i flussi dalle coste nordafricane si intensificano di giorno in giorno.

L’obiettivo di Roma – all’indomani di questa proposta 2.0 sul “Migrant Compact” – è quello di sensibilizzare i leader europei su quali azioni mettere in campo, al fine di non vanificare i 500 milioni di euro attesi per fronteggiare il fenomeno dilagante delle migrazioni. Il tutto si discuterà nel vertice europeo del 28 e 29 giugno prossimi. Sebbene il documento non sia stato ancora del tutto formalizzato, la proposta dell’Italia ha incontrato il sostegno di diversi partner  europei, e in particolar modo della cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha espresso il proprio appoggio ad Angelino Alfano in occasione del recente colloquio a Lussemburgo, in occasione del quarantennale del Partito popolare europeo.

La prima occasione di dibattito sul “Migrant Compact 2.0” sarà il Consiglio dei ministri dell’Interno, che si terrà il 9 e 10 giugno prossimi. Successivamente sarà la volta del Consiglio degli Esteri, che avrà il compito di preparare il materiale utile al vertice europeo. Le date in agenda mostrano dunque un giugno caldo per gli appuntamenti europei. Dopo l’accordo Berlino-Ankara sulla chiusura della rotta balcanica, ora è il momento dell’Italia. Quest’ultima dovrà ricoprire presto un ruolo pilota nella risoluzione del fenomeno migratorio: una leadership che dovrà condurre il Paese e l’Europa verso risultati concreti.

Roma chiede inoltre l’aumento del Trust Fund per l’Africa, che attualmente s’attesta a circa 1,8 miliardi. Il Trust Fund è utile per reperire le risorse necessarie a rendere operativo il piano europeo. Nel “Migrant Compact 2.0” confluiranno molteplici interventi e prospettive: dai rimpatri volontari e non, al sostegno verso i Paesi di origine del flusso migratorio e i Paesi di transito. Operazioni per le quali si stima un giro di denaro pari a 80 milioni di euro per i primi, e 140 milioni di euro per il secondo. Per adesso l’Italia si dice fiduciosa, in quanto sostenuta dagli altri partner europei e dalle agenzie dell’Unione, prima fra tutte Frontex. Da un lato la migrazione verso l’Europa mina gli equilibri interni dei Paesi interessati direttamente dai flussi, e dall’altro mette a repentaglio il Trattato di Schengen che tutela la libera circolazione delle persone. La situazione secondo l’Europarlamento è attualmente in stallo. Nel caso in cui il piano di contrasto dovesse vanificarsi, il costo annuo potrebbe crescere a 230 miliardi di euro, procurando così una flessione in negativo del Pil pari a 0,14%.

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Stefano Boscolo

Stefano Boscolo

Stefano Boscolo nasce a Torino nel luglio 1986. È laureato a pieni voti in Lettere e con lode in Culture moderne comparate presso l'Università degli Studi di Torino. È autore di diverse pubblicazioni e di una tesi sull'Immagine di Cristo, il culto mariano e il significato della salvezza nella poetica di Karol Wojtyla. È studente nel corso di laurea magistrale in Filologia e Letterature dell'Antichità. È uditore presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale - Torino.