Quali caratteristiche e risvolti legali comporta restaurare un’opera d’arte contemporanea? Ci risponde l’avv. Simone Morabito, giovane professionista specializzato nel settore.

Che cosa s’intende giuridicamente per restauro?
La nozione giuridica di restauro è delineata dal Decreto Legislativo del 2004, n. 42, “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, il quale definisce il restauro come “… l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali”. Il quale indica altresì che “nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale”.

In cosa consiste l’opera del restauratore?
Il restauratore agisce per preservare l’opera fronteggiando i materiali più diversi. Inoltre, nel cosa di opere d’arte contemporanea, caratterizzate spesso dall’assenza di immediatezza nella comprensione del loro significato, è chiamato a farsi trasportatore di un messaggio o di un valore espresso dall’opera d’arte contemporanea, proprio in ragione del fatto che il messaggio o il valore di cui si parla è meno visibile e, indubbiamente, più concettuale.

Ricordando una nota definizione, il restauro “è un atto critico di riconoscimento dell’opera d’arte” (C. Brandi 1977), ossia una riformulazione testuale dell’opera che condensa le molteplici stratificazioni di cui quest’ultima, con la propria storia, è espressione.

Quali sono le norme applicabili al restauro?
L’ordinamento italiano stabilisce che all’autore siano applicabili le disposizioni in merito alla “Protezione del diritto d’autore e di altri diritto connessi al suo esercizio“, in tema di protezione del diritto di autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.

L’artista, creatore e realizzatore di un’opera d’arte contemporanea, acquista il diritto d’autore al momento della creazione dell’opera che, ai sensi dell’articolo 6 Lda, rappresenta il titolo originario dell’acquisto del diritto.

Non solo, ma il soggetto che ha realizzato l’opera creativa rimane titolare esclusivo del diritto morale d’autore.

Quali diritti rimangono in capo all’autore dell’opera?
L’articolo 20 Lda stabilisce che, indipendentemente dai diritti esclusivi di utilizzazione economica dell’opera, e anche dopo la cessione dei diritti stessi, l’autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell’opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione e ad ogni atto a danno dell’opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore ed alla sua reputazione.
L’autore, pertanto, può altresì opporsi al restauro dell’opera stessa. Le implicazioni della norma travolgono anche l’utilizzo, recte la sostituzione, di parti dell’opera quando queste sono costituite da meri oggetti di uso comune: si pensi alle installazioni site specific dove spesso i materiali utilizzati sono già usurati o sono utilizzati dall’artista per veicolare un determinato concetto.

In tale modo, il bene–opera d’arte non subisce gli effetti propri del tempo, ma gode di una rigenerazione continua.

D’altro verso, l’autore può dolersi del mancato restauro e richiedere che il proprietario dell’opera non la esibisca, finché la stessa non sarà sottoposta a restauro, limitandone l’utilizzo e ponendo un peso che grava sul titolare del diritto di proprietà e così imponendogli una prestazione accessoria.

Quali sono i diritti del restauratore?
Anche al restauratore di un’opera d’arte deve riconoscersi il diritto di autore quando la sua opera si estrinsechi in una attività particolarmente complessa e implicante conoscenze tecniche, artistiche e culturali di carattere innovativo e creativo.

Parimenti, va riconosciuto tale diritto anche quando la sua attività abbia come risultato finale quello di rendere nuovamente visibile e riconoscibile un’opera d’arte consistendo tale riconoscibilità nel quid novi, rispetto allo stato in cui si trovava prima del restauro.

E invece quali sono i diritti del proprietario?
Il proprietario di un’opera d’arte è libero di sottoporre a restauro il bene acquistato nei limiti di cui della legge sul diritto di autore.

I limiti oggettivi della protezione sono regolati a norma di legge. I limiti soggettivi invece stabiliscono che l’autore ha il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell’opera in ogni sua forma e modo, originale o derivata, ed è il solo titolare dei relativi diritti morali sull’opera a difesa della sua personalità.

L’ordinamento garantisce all’autore una serie di diritti patrimoniali, che si presentano come diritti esclusivi e che sono riconosciuti come diritti a titolo originario, e vanno dal diritto di riproduzione in più esemplari al diritto di noleggio.
• il diritto di riproduzione in più esemplari dell’opera (ex art. 13 Lda);
• il diritto di trascrizione dell’opera orale (ex art. 14 Lda);
• il diritto di esecuzione, rappresentazione e recitazione in pubblico dell’opera (ex art. 15 Lda);
• il diritto di comunicazione dell’opera (ex art. 16 e 16 bis Lda);
• il diritto di distribuzione dell’opera (ex art. 17 Lda);
• il diritto di elaborazione, traduzione e di pubblicazione delle opere in raccolta (ex art. 18 Lda);
• il diritto di noleggio (ex art. 18 bis Lda).

Tali diritti, anche chiamati diritti di utilizzazione economica dell’opera, sono disponibili e possono pertanto essere oggetto di cessione nei confronti di soggetti terzi, a differenza di quelli morali che sono imprescrittibili.

Qual è la durata dei diritti in capo proprietario dell’opera?
Da un punto di vista temporale, i diritti patrimoniali durano tutta la vita dell’autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sua morte, come stabilito dal relativo articolo della legge sul diritto d’autore.

La ratio di tale norma è evidente e si identifica nell’interesse collettivo alla diffusione della cultura, trasformando posizioni giuridiche soggettive in libera utilizzazione delle opere protette al termine della durata prevista dalla norma.

Un settore affascinante e difficile del diritto, di cui abbiamo dato una panoramica e sul quale torneremo ad approfondire singoli aspetti in futuro.

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Giovanni Vagnone di Trofarello e di Celle Direttore Resp.

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Direttore Responsabile di Retrò Online - Magazine, giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti del Piemonte dal 2006, laurea magistrale in Scienze Giuridiche a Torino e master di primo livello in Amministrazione Pubblica alla Bocconi di Milano, collabora con diverse testate locali e nazionali e lavora come libero professionista nel campo delle pubbliche relazioni, della comunicazione strategica e del copywriting.