Trasporti, innovazione e salvaguardia dell’ambiente devono essere gli strumenti con i quali affrontare le mutazioni dei territori alpini e favorire lo sviluppo gestendo il cambiamento. Per fare questo l’Unione Europea deve ripensare, insieme agli enti territoriali, l’identità delle Alpi e per fare questo deve mettere in pratica le buone idee della strategia macroregionale alpina.

Saranno ottanta milioni i cittadini europei interessati dalla strategia macroregionale alpina EUSALP. Il progetto coinvolge 48 regioni europee in 7 Stati, di cui 5 dell’Unione Europea.

Uno dei temi da affrontare è quello delle connessioni perché le Alpi sono prive di veri e propri collegamenti di trasporto. La sharing economy potrebbe essere la soluzione e strumenti come UBER, che nelle grandi città hanno subito resistenze e sono stati fonte di polemica, potrebbero colmare il vuoto attuale. Le Alpi sono una zona con ampia densità di turismo e per fare in modo che rimanga così si deve assolutamente porre rimedio a questo gap.

I territori alpini possono essere campo di innovazione e sviluppo di tecnologie utili anche a salvaguardare i nostri territori. Tutto questo nel pieno rispetto dell’ambiente e sfruttando le potenzialità dei territori che al loro interno vedono la presenza di università e centri ricerca tra i migliori in Europa. Se vogliamo promuovere lo sviluppo delle energie alternative le Alpi sono il luogo migliore per farlo perché hanno tutte le fonti necessarie: sole, vento, acque e gli scarti del legno frutto di una gestione sostenibile delle foreste. Dobbiamo difendere il nostro patrimonio ambientale perché è un patrimonio di tutti.

Si tratta di un progetto che vuole unire in un momento in cui viene messa in discussione l’idea stessa dell’Unione Europea. L’Europa deve considerare la strategia macroregionale alpina come uno degli strumenti fondamentali per abbattere le frontiere e costruire l’Unione. Le Regioni si impadroniscano della strategia macroregionale alpina e ci lavorino insieme cooperando.

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On. Mercedes Bresso

On. Mercedes Bresso

Nata il 12 luglio 1944 a Sanremo (IM).

Professore di Economia al Politecnico di Torino, ha insegnato a Pavia, Udine e all’Università di Torino. Esperta di economia dell’ambiente, è autrice di libri e saggi.

Ha ricoperto la carica di presidente della Federazione Mondiale delle Città Unite (FMCU), del coordinamento Mondiale delle Associazioni di Città (CAMVAL) e di Metrex, rete delle aree metropolitane europee.

Ha presieduto la Conferenza delle Alpi Franco-Italiane (CAFI). E’ Grand’Ufficiale al Merito della Repubblica. Nel 1985 è stata eletta per la prima volta in Consiglio regionale e nel 1994-‘95 è stata assessore regionale alla Pianificazione territoriale e ai Parchi.
Dal 1995 al 2004 è stata presidente della Provincia di Torino e dell’Unione delle Province Piemontesi.

Eletta al Parlamento europeo nel 2004 è stata presidente del Comitato Piemontese per la Costituzione europea. Dal 2005 al 2010 è stata presidente della Regione Piemonte.

Il 10 febbraio 2010 è stata eletta presidente del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea.?Nel 2010 è stata rieletta in Consiglio regionale, in quanto candidata presidente seconda classificata, con 1.033.326 voti (pari al 46,91%), ottenuti dalla sua lista Uniti per Bresso.

E’ stata Presidente del Comitato delle Regioni, il Parlamentino dei poteri locali Europei: primo politico italiano a ricoprire la carica, prima donna in assoluto.

Nel 2014 si candida alle Elezioni europee con il PD nella circoscrizione del Nord-Ovest.. Con 101.025 preferenze è la terza più votata del Pd nella Circoscrizione Nord-Ovest.
Nel parlamento europeo è nelle commisioni:
Membro
· REGI – Commissione per lo sviluppo regionale
· AFCO – Commissione per gli affari costituzionali
· DEEA – Delegazione per le relazioni con la Svizzera e la Norvegia, alla commissione parlamentare mista UE-Islanda e alla commissione parlamentare mista dello Spazio economico europeo (SEE)
Membro sostituto
· EMPL – Commissione per l’occupazione e gli affari sociali
· D-UA – Delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Ucraina