La lotteria dei rigori sorride alla Roma, guidata da Capradossi e Ponce. I ragazzi di Grosso si accontentano del Trofeo di Viareggio.

Si è concluso ieri sera la l’ultimo evento del campionato Primavera 2015/2016, con l’avvincente finale tra Juventus e Roma tenutasi al Mapei Stadium di Reggio Emilia, sotto gli occhi vigili di tutti i big delle due società, da Spalletti e Baldissoni a Marotta e Pessotto (team manager della squadra).
Non sono bastati i 120′ regolamentari per assegnare il trofeo: fermatesi sull’1-1, sono serviti i calci di rigore per consegnare il trionfo alla Roma di Alberto De Rossi (padre del vice capitano della prima squadra, Daniele). Per il tecnico, sulla panchina dei lupacchiotti addirittura dal 2003, è il terzo titolo nella categoria. Per i bianconeri, la vittoria dello scudetto manca da ormai 10 anni.

Cronaca

Match vivace al Mapei Stadium, ben gestito da due squadre di qualità che hanno saputo tenere alti i ritmi per gran parte della partita, scambiandosi spesso la supremazia del gioco. Il primo tempo vede avanti i bianconeri, a segno su rigore trasformato dal solito Kastanos negli ultimi minuti prima dell’intervallo: il fallo, seppur involontario, è di Di Livio, figlio del Soldatino ex Juventus. Negli ultimi tocchi di orologio prima della pausa, la Juve ha l’opportunità di mettere al sicuro il risultato, ma il gran destro da fuori del terzino Zappa si stampa sulla traversa. Nel primissimo quarto d’ora di partita, però, la Juve aveva messo in mostra sbandamenti difensivi (soprattutto per errori del capitano Romagna) che avevano preoccupato non poco la panchina bianconera: erano le prime avvisaglie. Non a caso, il goal del pareggio arriva proprio nei primissimi minuti del secondo tempo, e sempre per una distrazione difensiva. I ragazzi di Grosso si addormentano durante l’azione del calcio d’angolo, Ponce si smarca e da pochi passi batte Audero, la cui mano viene piegata dal potente tiro dell’attaccante. È il suo 6º goal nelle ultime 7 gare disputate, e la doppietta (con la rete segnata durante i calci di rigore finali) gli vale il premio “Pier Mario Morosini” come miglior giocatore della finale. La Roma “rischia” anche la remuntada, proprio al 90′, grazie al tap-in del neo entrato Spinozzi su assist del solito Ponce, ma viene annullato ingiustamente per fuorigioco. Poco male, la favola è solo rimandata. I 90′ regolamentari terminano sull’1-1.

Nei supplementari, emerge tutta la fragilità della gioventù, e in campo emergono due squadre nervose e attente soprattutto a non sbagliare. A Grosso non basta l’inserimento di Vadalá e uno straordinario e inesauribile Cassata per spaccare la partita. Anzi, rischia pure di capitolare su una conclusione da ottima posizione di Di Livio, che però spara alto in modo grossolano (per poi essere sostituito). Si va ai rigori. La buona sorte del tecnico campione di Berlino 2006 non favorisce anche i giovani bianconeri: dal dischetto sbagliano Vadalá e Favilli. Finisce 7-6 grazie all’ultimo rigore trasformato, col brivido, da Grossi, centrocampista costretto a reinventarsi come difensore per tutta la partita. La Roma è in trionfo, i bianconeri applaudono i tifosi tra le lacrime.

Si conclude così la stagione della squadra primavera di Fabio Grosso, che ha primeggiato in tutte le competizioni, ma dopo aver vinto il Trofeo di Viareggio è capitolata in Coppa Italia in finale contro l’Inter e nel match scudetto contro la Roma. Il triplete è ancora solo un sogno.

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edoardoschiesari

edoardoschiesari

Classe 1994, diplomato al liceo classico Vittorio Alfieri, studente di giurisprudenza. Le mie passioni? Lo sport e la politica. Ma con un occhio sempre attento alle vicende statunitensi.