Tanto spettacolo nella prima settimana di US Open, ma a metà torneo tra gli italiani solo Roberta Vinci difende ancora i colori azzurri.

A Olimpiadi ampiamente archiviate, Roberta Vinci si fa portabandiera azzurra agli US Open, in virtù di una scalata che l’ha portata ieri ai quarti di finale. La tarantina ha mostrato finora un tennis di alto livello, che fa fede al suo ranking (n.7 nel singolare) e che ricorda molto da vicino quello dell’anno scorso, quando ha conquistato la memorabile finale tutta italiana contro Flavia Pennetta (poi vinta da quest’ultima 7-6; 6-2, con Matteo Renzi in tribuna d’onore). In una stagione in cui ha raccolto molto meno di quello che ha seminato (un solo titolo a San Pietroburgo a febbraio), la Vinci ieri si è aggiudicata gli ottavi 7-6; 6-2 contro Lesia Tsurenko in una partita difficile ma ben amministrata a partire dal secondo set. È ora a due match di distanza dalla finale di un torneo con cui sta prendendo sempre più familiarità.

 

Le altre italiane

 

La parabola di Roberta Vinci, a livello di risultati, è l’unica nota positiva del tennis italiano a Flushing Meadows. Dei 10 italiani presenti in griglia di partenza solo la tarantina continuerà a giocare anche nella seconda settimana. Le altre 4 azzurre sono state eliminate tutte al primo turno. Continua a non convincere Sara Errani, sconfitta 4-6; 6-7 dall’americana Rogers in quella che è la sua terza eliminazione consecutiva al primo turno. Continua a lasciare l’amaro in bocca Camila Giorgi, che nella partita persa con l’australiana Stosur 5-7; 7-6; 1-6 ha amministrato per larghi tratti, peccando di immaturità nella gestione dei momenti decisivi. Francesca Schiavone nulla ha potuto contro la forte russa Kuznetsova, mentre Karin Knapp non è riuscita ad avere la meglio sulla svedese Larsson, che aveva sconfitto 3 volte in passato.

 

Il maschile

 

I risultati del torneo maschile rispecchiano ancor meglio lo stato internazionale del tennis italiano: livello alto, ma non abbastanza per ambire alla top ten. Ne sa qualcosa Paolo Lorenzi. Il senese ha dimostrato subito grande forma, superando agevolmente primo e secondo turno, per ritrovarsi Andy Murray al terzo. Con lo scozzese, Lorenzi ha sfoderato una delle migliori prestazioni della carriera, strappando meritatamente un set ma cedendo i 2 successivi, che sono valsi la partita dando la sensazione che i primi posti del ranking rimarranno saldamente in mano ai soliti noti ancora a lungo.

Neanche Fabio Fognini, a detta di molti l’azzurro più talentuoso, sembra in grado di invertire il trend e centrare un grande titolo nei prossimi mesi. Il gesto di stizza al termine del primo turno vinto in 5 set contro Gabashvili è l’emblema di un giocatore con grandi potenzialità limitate da nervosismo e discontinuità nella concentrazione. Discontinuità che gli è costata cara nel secondo turno, dove, dopo aver regalato il primo set a Ferrer, se l’è giocata alla pari, strappandone due e cedendo al fotofinish al quinto set (0-6; 6-4; 7-5; 1-6; 4-6). Onore ad Alessandro Giannessi, esordiente nella competizione che, dopo aver superato il primo turno, è uscito sconfitto a testa alta (1-6; 6-7; 5-7) nel secondo contro Wawrinka, n.3 del ranking mondiale. Completavano la squadra azzurra Andreas Seppi, fermato al secondo turno per 0-6; 5-7; 1-6 da un inarrivabile Nadal, e Thomas Fabbiano, uscito al primo turno contro il russo Khachanov (3-6; 3-6; 6-4; 3-6), giovane dotato di uno dei migliori servizi del circuito.

Kerber ai quarti per la Vinci

Roberta Vinci, l’ultima speranza di portare l’Italia ai vertici sul cemento americano, se la vedrà ai quarti contro Angelique Kerber, n. 2 al mondo che ha sconfitto stanotte la Kvitova 6-3; 7-5 e che partirà da favorita. Convinta di aver già realizzato un’impresa simile alla vittoria del 2015 in semifinale su Serena Williams, la pugliese avrà un giorno per recuperare dai dolori fisici che hanno condizionato la partita con la Tsurenko. Mai come ora sarebbe necessaria una grande affermazione italiana per scacciare dall’ambiente la crisi di risultati. L’anno scorso su questi stessi campi Flavia Pennetta e Roberta Vinci ci hanno insegnato che tutto è possibile. E quest’anno?

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Matteo Gervasi

Matteo Gervasi

Laureando in giurisprudenza all'Università di Torino.
Mi occupo di sport, internazionalità e cultura.
Credo molto nel dialogo e nel confronto, essenziali per raggiungere trasparenza e obiettività, nella vita quotidiana così come nel mondo dell'informazione.