Photo credit: NazionaleCalcio / Foter / CC BY

Articolo a cura di Edoardo Schiesari.

Nel D-day, nel giorno in cui la Juve si é ufficialmente privata del proprio numero 10, Paul Pogba, da quattro anni stella indiscussa del centrocampo bianconero nonché mezz’ala più forte della serie A (o d’Europa?), a Londra i bianconeri, finalmente al completo (ad esclusione di Evra, ancora in vacanza a Miami) hanno inaugurato l’Olympic Stadium battendo per 3-2 il West Ham. A segno Dybala e Mandzukic, decisivo il goal di Zaza nel finale.

Per quanto l’esito di un’amichevole estiva sia scarsamente indicativa sulla vera forza di una squadra, soprattutto ancora agli inizi della preparazione, in campo oggi si sono visti segnali importanti di quella che sarà la nuova Juve. L’obiettivo, si sa, è essere competitivi al massimo per lottare fino alla fine per la Champions League. Per questo motivo Allegri sembra aver accantonato il 3-5-2, modulo che probabilmente tornerà ad essere utilizzato in Serie A, optando per una difesa a 4: accanto a Rugani, un po’ in difficoltà sulle palle alte (e complice nella doppietta di Carroll) , e a Alex Sandro, al solito pericolosissimo sulla fascia sinistra, accanto al neo acquisto Benatia si è finalmente visto Dani Alves. L’ex barça non ha tradito le aspettative: suo l’assit per l’1-0, perfetto il cross su Madzukic, pronto come al solito a fare sponda per Dybala, che sotto porta non sbaglia mai.
L’ex rosanero, migliore in campo, è fondamentale anche sull’azione del 2-0, finalizzato dal compagno di reparto croato.
Nel secondo tempo si vede finalmente in campo Higuanin, l’uomo da 90 milioni, ma la prestazione non rasenta la sufficienza: nei primi 30′ non cede praticamente palla, la condizione fisica è evidentemente migliorabile, e non bastano i 13′ in coppia con Dybala per dimostrare la potenzialità del mostruoso tandem d’attacco argentino.
Ottimo invece l’impatto di Pjaca, il più giovane acquisto della campagna estiva dei bianconeri, in campo nell’ultima mezz’ora di gioco al posto di Dybala: bene nel controllo di palla, veloce, incisivo, si procura perfino un rigore (non concesso dall’arbitro).
A decidere il match però è Zaza, in campo come al solito nell’ultimo quarto di partita, perfetto sotto porta.
Promosso a pieni voti anche il centrocampo, schierato col 4-3-1-2, con Pereyra trequartista, davanti a Pjanic, Asamoah e Lemina. Il ghanese sembra aver recuperato pienamente la forma fisica, Lemina, tecnicamente indiscutibile, sta acquistando consapevolezza di partita in partita, il bosniaco sta affinando l’intesa con Dybala. Ottima partita anche per Hernanes, giocatore in esubero che la Juve ha intenzione di cedere, o al Cagliari o al Benfica: spettacolare il tiro su punizione all,83′, fermato soltanto dalla traversa.

I meccanismi sono ancora da affinare, mancano gli automatismi e i giocatori d’esperienza devono recuperare la forma fisica, ma Allegri sta lavorando per dare alla Juventus quella dimensione europea che le consentirebbe di puntare almeno le semifinali di Champions League. La strada sembra segnata: ritorno al 4-3-1-2, accantonato lo scorso anno, con Dybala Buffon Bonucci e Pjanic unici titolari inamovibili. Solo in caso di cessione di tutti gli esuberi (Hernanes o Lemina, Sturaro e Pereyra), la Juve potrà puntare su un nuovo innesto che posse premiere il posto di Pogba (uno tra Matic Witsel e Matuidi), altrimenti si limiterà a tentare di trattenere Zaza.
La nascita della nuova Juve è ancora in corso d’opera.

Articolo precedente

India, spari e granate sul mercato: 14 morti

Articolo successivo

Rio 2016: brava Italvolley!

Redazione Retrò Online

Redazione Retrò Online

La redazione di Retrò Online - Magazine.