Il Premio Nobel per la Pace 2016 è stato assegnato a Juan Manuel Santos, Presidente colombiano impegnato nelle trattative con le FARC.

Questa mattina ad Oslo il comitato per l’assegnazione del Nobel ha assegnato l’ambito riconoscimento per la Pace (riservato alle personalità che in ogni angolo del mondo promuovono ed attuano in prima persona la ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti) al Presidente della Colombia Juan Manuel Santos. La scelta della giuria è ricaduta su Santos – che ha battuto la concorrenza di uomini e donne del calibro di Papa Francesco, Edward Snowden e Angela Merkel – per i “risoluti sforzi” profusi nella ricerca di una soluzione alla guerra civile che da oltre mezzo secolo insanguina la Colombia e che ha lasciato sul terreno almeno 220mila morti e provocato la fuga di quasi 6 milioni di profughi.

Santos, Premio Nobel per la Pace 2016. Photo credit: Center for American Progress via Foter.com / CC BY-ND

Santos riceve il Premio Nobel per la Pace nel 2016 dopo anni di trattative e dialogo con esponenti delle FARC (Fuerzas Armadas Rivolucionarias de Colombia). I dialoghi che si sono svolti a L’Havana dal 2012 tra il governo colombiano presieduto da Santos e i guerriglieri colombiani, che hanno portato all’intesa per la cessazione delle ostilità sono solo l’ultimo capitolo della pluridecennale guerra civile che dilania il paese sudamericano. A partire dal 1964 – anno di fondazione dell’Esercito del Pueblo da parte di Manuel Marulanda Vélez – i governi che nei decenni scorsi si sono succeduti alla guida della Colombia hanno adottato diversi approcci alla soluzione del conflitto, pribvilegiando di volta in volta il pugno di ferro militare contro un’organizzazione intesa come terroristica, la lotta al crimine per prosciugare le fonti di sostentamento economico della guerriglia (rapimenti e traffico di droga) e fasi di distensione con promesse di amnisitia per ottenere temporanei cessate il fuoco, collaborazione o definitiva cessione delle armi.

Sebbene l’accordo strappato a Cuba da Santos sia stato sconfessato attraverso regolare referendum dal popolo colombiano, questo non deve scoraggiare gli sforzi di chi lavora per la soluzione pacifica del conflitto. Anzi, l’assegnazione del Nobel ha proprio l’intento di incoraggiare la Colombia a proseguire sulla strada della pacificazione, con la stessa forza di prima. Infatti, secondo quanto dichiarato dal Comitato per l’assegnazione del Nobel nelle motivazioni che hanno accompagnato il conferimento del premio: “Nonostante i colombiani abbiano preferito in maggioranza il “no” all’accordo, questo non va inteso come un no alla pace. Il dissenso popolare è stato pronunciato contro una specifica formulazione dell’accordo. Perciò sottolineiamo proprio l’importanza che Santos guidi ora un più ampio dialogo, per una nuova stretta di mano che trovi basi ampie e quindi maggiore sostegno”.

di Andrea SEVERINA

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