Il leader dell’opposizione russa Aleksej Navalnij è stato condannato a 5 anni di reclusione con la condizionale nella riedizione del processo “Kirovles”.

Il segretario del Partito del progresso e presidente della Coalizione democratica per la Russia Aleksej Navalnij è stato condannato oggi a cinque anni di reclusione con la condizionale per il reato di appropriazione indebita. Il giudice Alexej Vtyurin del tribunale di Kirov ha dato lettura della sentenza del processo che lo vede accusato della sottrazione di fondi alla società Kirovles. Il leader dell’opposizione politica a Vladimir Putin è stato quindi condannato per la seconda volta. Già una volta, infatti, era stato dichiarato colpevole dello stesso reato. Ma, all’epoca, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva invalidato la sentenza. Navalnij ha subito denunciato quella che definisce una “montatura politica”. Sul suo profilo twitter sono stati pubblicati i testi delle due sentenze, che Navalnij sostiene essere uguali fin nei refusi.

Navalnij non potrà candidarsi per il Cremlino nel 2018. Photo credit: Erik il Rosso via Foter.com / CC BY-SA

Non è la prima volta che Navalnij finisce nel mirino della giustizia russa. Nel dicembre del 2014, con il fratello Oleg, era finito sotto processo per una truffa ai danni dell’azienda di cosmetici Yves Rocher. Truffa la cui esistenza è stata sempre negata dalla stessa azienda francese. A seguito della condanna (pena poi sospesa per Aleksej, ma non per Oleg) Mosca fu attraversata da proteste di piazza. Violando gli arresti domiciliari, Navalnij si unì ai manifestanti, per poi essere nuovamente arrestato. Nel febbraio del 2015 fu nuovamente arrestato e rilasciato dopo 15 giorni: aveva distribuito volantini per pubblicizzare una manifestazione anti-Putin. Quel corteo si trasformò in una marcia in memoria di Boris Nemtsov, dissidente russo assassinato nei pressi del Cremlino.

Tuttavia, che si tratti di accuse fondate o costruite a tavolino, è evidente l’interesse di Vladimir Putin a “sbarazzarsi” di un potenziale sfidante. Il Cremlino mirerebbe, infatti, ad estrometterlo dalla corsa per le elezioni presidenziali del 2018. Elezioni a cui, in quanto ormai pregiudicato, Navalnij non potrebbe presentarsi. Neanche in caso di sospensione della pena.

di Andrea SEVERINA

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