Stamane un’esplosione ha fatto temere il peggio per la centrale nucleare di Flamanville. La Prefettura esclude rischi per la salute e per l’ambiente.

La Francia è uno dei paesi che più in Europa ha puntato sul nucleare per scopi civili. Ad oggi sono 58 i reattori attivi oltralpe, più di un terzo di quelli presenti nel Vecchio Continente. Grazie ad essi i francesi coprono tre quarti del fabbisogno nazionale di energia (il 76,34% del totale). Per uno di essi si è temuto il peggio stamane quando, nella prima mattinata di oggi, un’esplosione è stata avvertita nella centrale di Flamanville, in Normandia.

Manifestazione di Greenpeace contro la centrale nucleare di Flamanville, nel 2012. Photo credit: zigazou76 via Foter.com / CC BY

Sul posto si sono subito precipitati i Vigili del Fuoco locali. Ma subito l’entità dell’incidente è stata ridimensionata dalla Prefettura in cui si trova Flamanville. Secondo le ricostruzioni, l’esplosione avrebbe interessato la sala macchine della centrale, forse per un cortocircuito. L’incidente è avvenuto in un’area “non nucleare” dell’impianto. La Prefettura ha perciò escluso il rischio di contaminazioni radioattive nell’area circostante e l’esistenza di qualsivoglia pericolo per la salute o per l’ambiente. Sarebbero tuttavia cinque le persone rimaste “lievemente intossicate” dall’incendio divampato in seguito. La società Edf (Électricité de France) ha tuttavia disposto lo spegnimento precauzionale del Reattore 1 del complesso.

Non è la prima volta che la centrale nucleare di Flamanville finisce al centro delle cronache. L’impianto è sede del cantiere per un nuovo reattore EPR (European pressurized water reactor) di terza generazione, caratterizzato da standard di sicurezza più elevati. La sua entrata in funzione, inizialmente prevista per il 2012, è slittata al 2018 a causa di diversi imprevisti. Un'”anomalia tecnica” al serbatoio del reattore, registrata durante un controllo di routine nell’aprile 2015, aveva già messo in allarme l’Autorità francese per la sicurezza nucleare e il Ministero dell’Ambiente. I due reattori preesistenti e tuttora funzionanti, ciascuno da 1300 megawatt, risalgono al 1980.

di Andrea SEVERINA

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