Errori, coincidenze e occasione perse: la parabola discendente di Yahoo! si conclude con la cessione a Verizon. I ruggenti anni Duemila sono ormai lontani.

Anno 2000. Il terzo millennio è appena cominciato, gravido di promesse e ottimismo. La bolla delle dot-com è più gonfia che mai, ma nessuno sembra accorgersene. Yahoo! non è solo una delle tante firme del web che fa fortuna in questo periodo. Mark Zuckerberg porta ancora i calzoni corti  quando l’azienda di Sunnyvale attraversa la sua epoca d’oro. Nessuno può prevedere che di lì a 17 anni (che sono nulla in un settore come quello dei servizi in rete) un peso massimo della Silicon Valley, del valore di 125 miliardi, avrebbe dovuto abdicare al nuovo che avanza.

Anno 2017. Verizon tratta l’acquisizione dei servizi internet di Yahoo! (mail, motori di ricerca, ecc) per 4,8 miliardi di dollari. Nel mezzo una lunga, lenta agonia fatta di scelte sbagliate e treni persi.

Marissa Mayer, CEO di Yahoo! lascerà il gruppo. Photo credit: Adam Tinworth via Foter.com / CC BY-ND

I treni persi

Come quello che nel 1998 è passato per un ristorante di Palo Alto. Dall’altra parte del tavolo siedono due ricercatori semi-sconosciuti di Stanford. In tasca hanno l’algoritmo degli algoritmi, la rivoluzione dei motori di ricerca. Lo offrono per 1 milione, promettono miliardi in profitti. Yahoo! si alza dal tavolo e se ne va. Larry Page e Sergei Brin fonderanno Google e faranno fortuna.

O come quello del 2008, l’ultimo treno utile. L’azienda era già in evidente difficoltà, sotto i colpi dell’ormai ingombrante vicino di Mountain View. La spietata concorrenza nella Silicon Valley non guarda in faccia neanche ai senatori del web. Yahoo! ha fatto il suo tempo. Non ha neanche investito nella creazione di app. La scarsa lungimiranza dei vertici e i ritardi accumulati in un settore che avanza a ritmi vertiginosi fanno i resto. Microsoft presenta una più che dignitosa offerta da 44,6 miliardi di dollari. Rifiutata.

La cessione a Verizon

A nulla è valso strappare a suon di milioni l’enfant prodige di Google Marissa Mayer per collocarla al timone della nave che affonda. Il gruppo acquisisce Tumblr per 1,1 miliardi, ma i risultati non arrivano, l’emorragia di utenze sembra inarrestabile. Da qui la decisione di trattare la cessione dei servizi online a Verizon. La CEO Mayer lascerà (forse), e così il co-fondatore, David Filo. Yahoo! cambierà nome in Altaba e diverrà una società di investimenti per la gestione di ciò che resta fuori dall’accordo: le azioni in Alibaba e Yahoo! Japan. Sic transit gloria mundi.

di Andrea SEVERINA

Articolo precedente

FCA pronta a investire 1 miliardo negli USA

Articolo successivo

Russia, nuove sanzoni per i cyber attacchi

Redazione Retrò Online

Redazione Retrò Online

La redazione di Retrò Online - Magazine.