Fabio Fognini nulla può contro il numero 1 al mondo Novak Djokovic, che lo elimina con un 6-3; 6-3 senza appello al primo turno dell’ATP Shanghai. Bene Paolo Lorenzi, che vince.

Dopo la bella vittoria contro Ramos-Vinolas, Fabio Fognini si ritrovava oggi in un secondo turno dello Shanghai Rolex Masters apparentemente proibitivo contro il n° 1 al mondo Novak Djokovic. A rendere questa partita più incerta del solito, intervenivano i tanti punti interrogativi che orbitano attorno al serbo in questo momento della stagione. La lunga assenza dai campi (l’ultima partita più di un mese fa alla finale degli US Open), le sconfitte negli ultimi due Slams e alle Olimpiadi e alcuni fastidiosi infortuni negli ultimi mesi aprivano alla possibilità di sorprese. Senza considerare il fatto che Fognini, con il suo tennis spumeggiante ma nervoso, e dannatamente incostante, è ormai diventato sinonimo di imprevedibilità.

La partita

Si parte subito con un doppio fallo di Djokovic, che rimedia immediatamente con 3 servizi vincenti, la conquista del primo gioco e anche di quello successivo, aggiudicandosi così il primo break e approfittando degli errori di un Fognini che inizia in maniera tesa e poco incisiva. Da questa fase, il ligure mantiene la partita in equilibrio fino al 2-4, quando un Djokovic in evidente difficoltà nel servizio (solo il 40% delle prime va a segno) gli concede una palla break. I vantaggi si alternano con giocate di alto livello, ma Fognini non riesce a limitare i gratuiti e prevale così il serbo, a cui, avanti 5-2, basta mantenere il turno di battuta per conquistare il primo set.

L’immediato break di Djokovic al secondo lascia presagire una partita già chiusa, ma Fognini risorge, pareggia il break, anche a causa di un altro doppio fallo del serbo, e si porta avanti in battuta. Fino al 3-2 a proprio favore l’azzurro è in gara, concede poco e diventa più incisivo con delle ottime volée e una buona tenuta del campo. Dopodiché, il buio. Djokovic pareggia, conquista un break, dimostrando grande superiorità negli scambi muscolari, e si invola verso la chiusura della partita con un parziale di punti che fa impallidire: 14-0 per lui negli ultimi due games.

Il bilancio

A un risultato apparentemente a senso unico (3-6; 3-6) fa da contraltare per Fognini una prestazione buona, fatta di giocate brillanti e di una discreta personalità mostrata per larghi tratti del match. Certo, il nervosismo e l’incostanza nella costruzione del risultato pesano, e rimangono le croci del talento sanremese, non consentendogli di portare a casa partite già bene indirizzate, e arrivando a brutti estremi, come la figuraccia di oggi stesso quando ha buttato via il match con due doppi falli nell’ultimo game.

Nello stesso giorno in cui un grande Paolo Lorenzi ha vinto contro García-López al primo turno 5-7; 7-6(2); 6-3, dopo tre ore di gara, la speranza di festeggiare un doppio successo azzurro era forte. Rimane invece l’amara consapevolezza che, per ambire ai primi posti del ranking, Fognini debba lavorare ancora parecchio. Sicuramente più sul suo carattere che sul suo gioco.

 

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Matteo Gervasi

Matteo Gervasi

Laureando in giurisprudenza all'Università di Torino.
Mi occupo di sport, internazionalità e cultura.
Credo molto nel dialogo e nel confronto, essenziali per raggiungere trasparenza e obiettività, nella vita quotidiana così come nel mondo dell'informazione.