In nome di una semplificazione la Commissione Europea ha ipotizzato di liberalizzare l’utilizzo dei nomi che erano riservati solo ad alcuni vini. In particolare vini come Barbera, Brachetto, Cortese, Fiano, Lambrusco, Greco o Nebbiolo, che sono stati registrati e protetti a partire dagli anni ’60 e ’70 e per cui la DOP è costituita dal nome del vitigno autoctono affiancato dal nome della regione geografica di produzione, subirebbero in questo modo una concorrenza da coloro che utilizzano vini prodotti in altri Stati.

I nostri vini sono tra i più prestigiosi e apprezzati al mondo e quindi tra quelli che rischiano maggiormente contraffazioni o l’uso improprio del nome. La liberalizzazione favorirebbe, ad esempio, la comparsa sul mercato di un vino coltivato e imbottigliato in un paese europeo con l’indicazione Barbera sull’etichetta. I rischi sono anche ti tipo economico: infatti, secondo uno studio di Coldiretti, i vini identificati da denominazione che rischiano di essere contraffatti, avrebbero un valore di almeno 3 miliardi di euro.

La buona notizia è che la bozza della Commissione è stata bloccata ma sappiamo che l’atto è ancora sulla scrivania del Commissario. Il mio livello di guardia sul tema, anche se non faccio parte della commissione Agri, rimane altissimo perché le eccellenze del nostro Paese devono essere difese da aggressioni commerciali di ogni tipo. Dietro un’etichetta non c’è solo un vino: c’è un territorio, c’è una storia, c’è una cultura, c’è una tradizione.

Possiamo dire di aver vinto una battaglia ma l’esito finale non è scontato e non dobbiamo distrarci.

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On. Mercedes Bresso

On. Mercedes Bresso

Nata il 12 luglio 1944 a Sanremo (IM).

Professore di Economia al Politecnico di Torino, ha insegnato a Pavia, Udine e all’Università di Torino. Esperta di economia dell’ambiente, è autrice di libri e saggi.

Ha ricoperto la carica di presidente della Federazione Mondiale delle Città Unite (FMCU), del coordinamento Mondiale delle Associazioni di Città (CAMVAL) e di Metrex, rete delle aree metropolitane europee.

Ha presieduto la Conferenza delle Alpi Franco-Italiane (CAFI). E’ Grand’Ufficiale al Merito della Repubblica. Nel 1985 è stata eletta per la prima volta in Consiglio regionale e nel 1994-‘95 è stata assessore regionale alla Pianificazione territoriale e ai Parchi.
Dal 1995 al 2004 è stata presidente della Provincia di Torino e dell’Unione delle Province Piemontesi.

Eletta al Parlamento europeo nel 2004 è stata presidente del Comitato Piemontese per la Costituzione europea. Dal 2005 al 2010 è stata presidente della Regione Piemonte.

Il 10 febbraio 2010 è stata eletta presidente del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea.?Nel 2010 è stata rieletta in Consiglio regionale, in quanto candidata presidente seconda classificata, con 1.033.326 voti (pari al 46,91%), ottenuti dalla sua lista Uniti per Bresso.

E’ stata Presidente del Comitato delle Regioni, il Parlamentino dei poteri locali Europei: primo politico italiano a ricoprire la carica, prima donna in assoluto.

Nel 2014 si candida alle Elezioni europee con il PD nella circoscrizione del Nord-Ovest.. Con 101.025 preferenze è la terza più votata del Pd nella Circoscrizione Nord-Ovest.
Nel parlamento europeo è nelle commisioni:
Membro
· REGI – Commissione per lo sviluppo regionale
· AFCO – Commissione per gli affari costituzionali
· DEEA – Delegazione per le relazioni con la Svizzera e la Norvegia, alla commissione parlamentare mista UE-Islanda e alla commissione parlamentare mista dello Spazio economico europeo (SEE)
Membro sostituto
· EMPL – Commissione per l’occupazione e gli affari sociali
· D-UA – Delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Ucraina