Lunedì è stato ucciso in Malesia Kim Jong-nam, fratellastro dell’attuale dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un. I media parlano di assassinio politico.

Lunedì 13 febbraio 2017. Quella che sta scorrendo all’aeroporto di Kuala Lumpur, Malesia, è una mattinata come tante. Ma non lo rimarrà a lungo: di li a poco scalo sarà teatro di un omicidio politico in piena regola. Al Terminal 2, infatti, un uomo di nazionalità nordcoreana viene aggredito mentre si sta imbarcando per Macao, Cina. L’uomo viene immediatamente trasportato all’ospedale di Putrajaya, dove morirà poco dopo. Il passaporto riporta il nome di Kim Choled, nato a Pyongyang nel giugno 1970. Ma in realtà si tratta di Kim Jong-nam, fratellastro del dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un.

Corea del Nord. Photo credit: (stephan) via Foter.com / CC BY-SA

Kim Jong-nam, 45 anni, era il fratellastro maggiore dell’attuale leader della Corea del Nord. Era nato dall’unione tra il comune padre, Kim Jong-il, e la sua prima concubina, l’attrice sudcoreana Sung Hae-rim. Tra il 1994 e il 2001 fu considerato da molti il delfino destinato a prendere il potere alla morte del padre. Tuttavia, nel 2001 fu sorpreso nel goffo tentativo di raggiungere Disneyland a Tokyo. Anche allora si avvalse di un passaporto dominicano falso (intestato a un certo Pang Xiong, traducibile come “orso grasso” in cinese). La sua caduta in disgrazia lo costrinse all’esilio dorato in Cina, tra Pechino, Hong Kong e Macao. Destreggiandosi tra lusso, eccessi e fughe ai tentativi di eliminarlo, Kim Jong-nam non lesinava energie nel criticare il regime della Corea del Nord.

Le autorità locali in Malesia, con l’aiuto delle immagini delle telecamere di sorveglianza, stanno tentando di ricostruire la dinamica dell’aggressione. Stando a quanto trapelato finora, due donne avrebbero avvicinato Kim nel Terminal 2. Secondo le diverse fonti, avrebbero iniettato o spruzzato sul volto della vittima un veleno letale. Le due sarebbero però state trovate morte in città. Forse uccise dallo stesso veleno. O eliminate prima che si potesse giungere ai mandanti dell’esecuzione. In molti puntano il dito contro Kim Jong-un, che avrebbe così eliminato un pretendente alla leadership vicino a Pechino.

di Andrea SEVERINA

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