Per effetto di un cessate il fuoco formalmente in vigore da questa mattina, è cominciata l’evacuazione di 200 feriti da Aleppo Est. Ma un attacco al convoglio ha rischiato di annullare le operazioni.

Quello che stanno vivendo i siriani asserragliati ad Aleppo Est ha assunto, con il passare delle ore, i contorni di un incubo. Circondati dalle forze lealiste e dagli alleati di Bashar al-Assad, rimasti senza cibo, acqua e cure mediche, oggetto (stando alle denunce circolate in rete) di atti di violenza indiscriminata e di esecuzioni sommarie. Sarebbero 15mila secondo le stime: 5mila ribelli e 10mila loro familiari. Da giorni lanciano appelli via twitter affinché la comunità internazionale, finora impotente, ponga fine a quello che ormai viene definito un “massacro”. Un passo avanti, seppur minimo, è stato compiuto oggi. Per effetto di una tregua siglata il 14 dicembre tra tutti i soggetti coinvolti, è stato predisposto a partire dalle ore 3 di questa mattina un cessate il fuoco temporaneo.

Aleppo, Siria. Photo credit: seyr-ü zafer via Foter.com / CC BY

Gli operatori sanitari della Croce Rossa Internazionale hanno potuto caricare i feriti su un convoglio formato da 20 pullman e 10 ambulanze. I mezzi avrebbero dovuto percorrere un corridoio speciale che corre per 6 km nel territorio controllato dall’esercito regolare siriano e dai suoi alleati e per altri 15 in quello controllato dai ribelli. Il tutto per un totale di 21 km verso Idlib, una delle ultime sacche di resistenza degli insorti, dove avrebbero ricevuto cure mediche. Tuttavia, le vetture di testa sono state colpite dal fuoco di un gruppo combattente non identificato (forse una milizia filo-iraniana) e sono state costrette a fare ritorno ad Aleppo Est (fonti Reuters). Il bilancio sarebbe di 4 morti e 4 feriti.

Le operazioni sono riprese solo alle 12:45, quando le ambulanze e i pullman hanno di nuovo potuto lasciare Aleppo Est attraverso il corridoio meridionale Ramousah-Ameriya (fonte Tass). La fragile intesa è stata raggiunta tra Russia, Turchia e Iran, paesi destinati a decidere le sorti della Siria. Il prossimo 27 dicembre è infatti in calendario a Mosca un incontro tra i rispettivi Ministri degli Esteri per la discussione sulla crisi.

di Andrea SEVERINA

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