“Non venite a raccontarci che state dando il sangue per l’Europa”. Acceso scambio di battute Renzi-Merkel al vertice UE di Bruxelles sull’Unione Bancaria.

Le aspettative della vigilia non sono state deluse: secondo fonti interne al vertice UE in corso a Bruxelles in queste ore, sarebbe scontro aperto tra il Premier italiano Matteo Renzi e la Cancelliera tedesca Angela Merkel. L’incontro dei 28 Presidenti e Primi Ministri dell’Unione Europea avrebbe infatti visto Renzi e Merkel protagonisti di un “acceso” botta e risposta in materia di Unione Bancaria (e non solo).

Il vertice vero e proprio è stato preceduto dalle riunioni dei gruppi dell’Europarlamento tenutesi giovedì: già in quella sede Renzi, di fronte al Partito Socialista Europeo, non aveva esitato nel denunciare un’Europa a sola guida tedesca e i “doppi standard“, cioè l’uso di due pesi e due misure a seconda che le regole debbano essere applicate a discapito della Germania o di altri Paesi. Tutto lasciavi intendere che il vertice UE di oggi avrebbe riservato altri scambi di accuse e critiche. Previsione che si è puntualmente avverata, non su uno solo ma su diversi dossier.

Merkel ai ferri costi con Renti al vertice UE dei 28. Photo credit: More pictures and videos: connect@epp.eu via Foter.com / CC BY

Per cominciare, lo scontro ha coinvolto il dibattito sulle tempistiche per l’attuazione del terzo pilastro dell’Unione Bancaria, quello dello Schema Europeo dei Depositi Bancari. Roma spinge per una rapida approvazione del progetto (la misura allevierebbe la pressione sui Paesi del sud europa, in difficoltà), ma Merkel e Schauble si sono deti contrari ad un’accelerazione dei tempi. Renzi è stato molto duro nell’apostrofare Merkel, rea di voler lasciare sulla graticola i Paesi in crisi fino alla primavera del 2016, mentre l’intera eurozona continua a perdere terreno in occupazione e competitività dei confronti degli Stati Uniti, ormai in piena ripresa. Merkel dal canto suo, ha ammesso che, a causa delle emergenze insorte ngli ultimi mesi (non ultime quelle dell’immigrazione e del terrorismo), non si è potuto affrontare l’argomento nei tempi che esso meriterebbe.

Ma questo non è bastato: forte dell’appoggio di Hollande (Francia), Tsipras (Grecia), Costa (Portogallo) e Borissov (Bulgaria), Renzi ha accennato alla questione dell’acquisto di aeroporti greci da parte di aziende tedesche (avvenuto nell’ambito dei piani di salvataggio di Atene) per sferrare un duro attacco: «Non venite a raccontarci che la Germania sta donando sangue per l’Europa», sottindendo che a farlo, da anni, sono i Paesi mediterranei. La Cancelliera ha dovuto subire anche l’attacco da parte dei Paesi Baltici dell’UE, che hanno chiesto delucidazioni riguardo il boicottaggio tedesco del South Stream, gasdotto per la cui realizzazione Eni è in prima fila, in cambio del raddoppio del North Stream, gasdotto settentrionale che permette forniture pressoché dirette tra Russia e Germania passando dal Baltico.

«Vogliamo uscire più forti dalla crisi, abbiamo detto che serve sviluppare un miglior coordinamento economico e continuare l’Unione bancaria e l’Unione dei capitali, su questi punti ci torneremo», ha dichiarato Merkel al termine del vertice UE. «Il vertice UE è un posto noto per lo scambio di diverse visioni, l’Italia è per la comunione dei depositi e vorrebbe partecipare a Southstream, anche la Bulgaria ha obiezioni, non è la prima volta che abbiamo diverse opinioni ma alla fine troviamo un accordo». «È stato un Consiglio europeo molto combattuto. Ci sono state un paio di discussioni “vere”: ne sono molto soddisfatto, con rispetto ai Paesi alleati e amici», ha invece commentato Renzi.

di Andrea SEVERINA

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