Peyrano chiude? Peyrano non chiude? Ritorno alle origini dello storico brand.

Peyrano chiude.

Il noto marchio del cioccolato torinese, Peyrano, è tornato alla ribalta delle cronache cittadine per una notizia che ha lasciato molti orfani di un’abitudine, peculiare e cittadina, al buon cioccolato e a quelle classiche – e inconfondibili – confezioni, che incarnavano l’omaggio perfetto per ricorrenze ed inviti a cena.

Peyrano chiude“, hanno titolato molti giornali e blog, riferendosi in realtà esclusivamente alla pasticceria di corso Vittorio Emanuele II, al numero 76: un punto vendita ed un esercizio commerciale e produttivo di alta qualità, certo, ma non il core-business della Peyrano. Negli anni, ed in particolare nel decennio tra il 2000 ed il 2010, vicende alterne avevano già fatto fare qualche giravolta al brand, rimasto sempre all’interno della famiglia proprietaria che l’aveva fondato nel 1915, ma rimpallato tra un ramo e l’altro della stirpe. Poi, quasi a ciel sereno, la notizia di pochi giorni fa.

Peyrano non chiude.

Tuttavia, non sempre limitarsi ai titoli e alle informazioni parziali dà modo di conoscere approfonditamente una situazione. «La decisione che abbiamo preso – spiega Bruna Giorgio in Peyrano, titolare dell’azienda, dagli headquarters in corso Moncalieri – è in verità una presa di posizione strategica e ragionata. In un certo senso, un ritorno alle origini».

Bruna è una donna alla mano ma decisa, che racconta aneddoti divertenti, fatti di visione imprenditoriale e determinazione, ma anche di capacità concreta e di spirito di adattamento. Quando un dipendente è malato, o un fornitore è in ritardo su una consegna «non c’è problema. Anche l’altra settimana ho preso il furgone e sono andata a Collegno a ritirare della merce che ci serviva». Così, con il senso pratico e l’umiltà di chi ha voglia di lavorare, insieme al marito Giorgio Peyrano, ha mantenuto un marchio d’eccellenza che ancora oggi importa, da soggetti selezionati, 8 tipi di cacao, e li lavora partendo da una tostatura ancora fatta con il legno d’ulivo, che conferisce al prodotto finale un particolare profumo. E che ha ormai oltre un secolo di storia.

«Al di là dei rapporti con la Real Casa, la Peyrano è sempre stata qui (NdA in corso Moncalieri) – spiega Giorgio, classe ’38 – per i suoi clienti, ed è nata per il cioccolato. Oggi l’idea è proprio questa: tornare al cioccolato».

«L’impegno di un secondo punto vendita, che si occupava di pasticceria – aggiunge Bruna – non era tanto ingestibile dal punto di vista economico, quanto una distrazione in termini di tempo e risorse. Mia sorella, alla cassa, e sua figlia, ci aiutavano a gestirla, ma non esistevano più domeniche o momenti di tranquillità. Per questo soprattutto abbiamo deciso di tornare a fare ciò che ci riesce meglio, cioè, appunto, il cioccolato».

Bruna e Giorgio Peyrano all’interno della cioccolateria Peyrano, corso Moncalieri – Torino © 2017 Giovanni Vagnone per www.retroonline.it

E così, tra tanti marchi emergenti – anche ormai consolidati – che hanno contribuito a dare a Torino la nomea di capitale del cioccolato, Peyrano rimane saldamente come un punto di riferimento, con i suoi “alpini”, nati nel 1922 e così chiamati per la vicinanza con una Caserma degli Alpini all’epoca in corso Moncalieri, ancora prodotti con una ricetta segreta di essenze; o con i “grappini”, inventati proprio da Bruna nel 1962 («Dovevo convincerlo a sposarmi» scherza indicando il marito), e con una varietà di praline.

Il tempo di una chiacchierata, e quasi con nonchalance anche un sms del principe Emanuele Filiberto di Savoia arriva dagli Stati Uniti a beneaugurare il futuro dell’azienda: «Spett.le Soc. Cioccolato Peyrano, seguo con interesse la vivacità della Vostra storica azienda e formulo i migliori auguri per la prosecuzione della gloriosa storia del cioccolato torinese». Un futuro che continua ad addolcire i torinesi da corso Moncalieri, ma che è sempre più declinato anche all’innovazione, con uno dei primi e-commerce del settore che Bruna, ancora oggi, ritiene uno strumento fondamentale.

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Giovanni Vagnone di Trofarello e di Celle Direttore Resp.

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Direttore Responsabile di Retrò Online - Magazine, giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti del Piemonte dal 2006, laurea magistrale in Scienze Giuridiche a Torino e master di primo livello in Amministrazione Pubblica alla Bocconi di Milano, collabora con diverse testate locali e nazionali e lavora come libero professionista nel campo delle pubbliche relazioni, della comunicazione strategica e del copywriting.