Tyranny sarà il primo gioco di ruolo old school a metterci nei panni del cattivo, un personaggio sulle cui spalle grava il futuro dell’ultima regione libera del continente

Obsidian Entertainment è ormai un punto di riferimento per lo storytelling nei videogiochi di ruolo, in particolare quando si tratta di prendere una corrente affermata, come può esserlo l’high-fantasy, e tirarne fuori tutte quelle sfumature di significato e di morale che vengono comunemente approssimate con un bianco e nero. Da Star Wars: Knights of the Old Republic II – The Sith LordsPillars of Eternity, passando per Neverwinter Nights 2: Mask of the BetrayerFallout: New VegasObsidian è garanzia di avventure in mondi cupi e dilaniati da conflitti ideologici e materiali, nei quali il giocatore, spiazzato, si trova di fronte a scelte che salvano qualcuno e condannano inevitabilmente qualcun altro. Seguendo questa linea, dietro il motto “The fate of people does not always rest with a hero” (“Il destino delle persone non risiede sempre nelle mani di un eroe”) entra in scena Tyranny, ultima fatica della software house californiana, titolo in cui impersoneremo per la prima volta un magistrato appartenente alla fazione degli oppressori.

Cinquanta sfumature di Tyranny

Tyranny si pone come successore spiriturale di Pillars of Eternity, tant’è che il motore di gioco è lo stesso per entrambi i titoli. Si tratta, quindi, di un videogioco di ruolo old school con visuale isometrica, alla Baldur’s Gate e Icewind Dale per intenderci, ma le somiglianze con questi titoli finiscono qui. La premessa alla trama vede la malvagia di turno, Kyros the Overlord, sottomettere praticamente l’intero continente, ad eccezione della pensiola di Tiers, ultimo baluardo di libertà in cui si svolgeranno le vicende del gioco. I giocatori impersoneranno un Fatebinder, uno dei giudici ed esecutori al servizio di Kyros che hanno lo sporco compito di imporre la volontà dell’Impero sui locali e, in quanto tali, dovranno esplorare la penisola e rapportarsi con le fazioni che la popolano, decidendone il destino. Con una premessa del genere i giocatori vengono posti di fronte ad una situazione davvero originale, quella del subordinato di una fazione malvagia con un grande potere decisionale fra le mani. Le scelte nei dialoghi, come tipico dei titoli targati Obsidian, saranno davvero numerose e non ve ne sarà mai una palesemente giusta o sbagliata, ma ciascuna porterà spesso a conseguenze imprevedibili nel corso della narrazione e precluderà alcuni sviluppi a favore di altri. La rigiocabilità, infatti, sarà uno dei punti forti di Tyranny, anche grazie ad una modalità Conquista che permetterà, prima di iniziare una partita, di scegliere come si sono sviluppate le vicende precedenti all’inizio dell’avvenutra. La stessa quest principale porterà il protagonista e il suo gruppo, questa volta limitato a quattro membri, in luoghi diversi in base alle scelte compiute.

Non è mai stato così difficile compiere delle scelte!

La fase di combattimento ricorderà molto da vicino quella di Pillars of Eternity, ma il sistema di abilità e magie sarà basato su tempi di cooldown e non più su utilizzi per riposo/combattimento o mana. Inoltre le magie non saranno più presentate ai giocatori già pronte a la Dungeon & Dragons, ma dovranno essere create manualmente mediante dei sigilli che verranno trovati nel corso dell’avventura: vi saranno dei sigilli “core” che identificheranno l’elemento fondante delle magie, delle “espressioni” che influenzeranno il modo in cui queste si manifestano, e degli “accenti” che le potenzieranno o le modificheranno in svariati modi. La combinazione di questi tre gruppi permetterà letteralmente di creare i propri incantesimi personalizzati, sempre facendo attenzione al livello di “Lore” richiesto per utilizzarli.

Sic semper tyrannis

Grande attenzione è stata posta anche nel comparto artistico e nell’universo in cui Tyranny è ambientato. Lo stile grafico sembra essere leggermente più stilizzato rispetto a quello di Pillars of Eternity, ma decisamente più caratteristico, con forti tendenze cromatiche al color sangue e artwork quasi cartooneschi che ricordano un po’ lo stile di Dragon Age II.

Le animazioni delle magie in Tyranny sono decisamente ben realizzate e danno grande soddisfazione.

«Una cosa che avevamo deciso sin dall’inizio era di creare un mondo che non appartenesse al classico genere high-fantasy con elfi e nani. I giocatori conoscono già bene questi concetti e non c’era bisogno di spiegarli ancora una volta, noi volevamo focalizzarci su fazioni chiave uniche che avrebbero combattuto fianco a fianco o fra di loro, e volevamo che i giocatori avessero la facoltà di compiere scelte più consapevoli e oneste su queste fazioni. Abbiamo incluso un gran numero di glossari e testi nel gioco per dare più dettagli e backstory possibili. Quando vengono nominati tanti personaggi diversi il tutto può sembrare un po’ confusionario all’inizio, ma una volta che si impara a conoscerli si sarà in grado di fare scelte più pesate» dice Brian Heins, game director di Tyranny. In ogni casella di testo, infatti, saranno evidenziati alcuni nomi o frasi che forniranno comodi tooltip per aiutare ad apprendere e ricordare meglio il lore. La volontà di rendere il gioco originale anche da un punto di vista artistico è arrivata al punto da far rinunciare al motion capture in cambio di animazioni virtuali più particolareggiate.

La data di lancio di Tyranny è prevista per il 10 novembre 2016 su PC, Mac e Linux, anche questa volta sotto l’egida del publisher Paradox Interactive. Il titolo è già preordinabile da questo link in tre formati: Commander (gioco base) a €41,99, Archon (gioco base + mappa digitale + wallpaper+ soundtrack digitale) a €54,99 e Overlord (Collector’s Guide Book digitale+ Art Book digitale + tutte le cose dei formati precedenti) a €73,99.

Trailer di Tyranny

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Tomass Vadi

Tomass Vadi

Ex-caporedattore della sezione Storia, scrivo di cronaca, scienza, arte e videogiochi.
Studio Beni Culturali all'Università di Torino, nel tempo libero mi dedico all'informatica, alla poesia e alla scoperta del mondo e di me stesso. La mia filosofia di vita è che ogni giorno è buono per imparare qualcosa di nuovo.