Un commando di terroristi ancora non identificati ha assaltato il Castello Crociato di al-Karak in Giordania prendendo ostaggi e facendo vittime tra visitatori e forze di sicurezza.

Il bilancio è di una decina di morti, tra membri delle forze di sicurezza, cittadini e turisti (tra loro una cittadina del Canada). Il sito storico di al-Karak, in Giordania, è stato oggetto ieri di un’azione terroristica da parte di un gruppo armato non ancora identificato. I membri del commando hanno preso di mira il Castello Crociato prendendo in ostaggio alcuni visitatori e uccidendo alcuni membri della sicurezza. Solo in serata, con un blitz delle teste di cuoio giordane, sono state possibili la liberazione degli ostaggi e l’eliminazione degli occupanti.

Sito di al-Karak, Giordania. Photo credit: archer10 (Dennis) 86M Views via Foter.com / CC BY-SA

Quello di al-Karak è, con la famosa città di Petra, uno dei più importanti e noti siti storici in Giordania. L’imponente Castello fu importante nella difesa delle Terra Santa conquistata dagli occupanti cristiani durante il periodo delle Crociate. L’inespugnabile roccaforte crociata fu conquistata dalle armate di Saladino sulla strada della riconquista di Gerusalemme. Proprio per questo motivo gli inquirenti giordani ipotizzano che nella scelta dell’obiettivo da colpire abbia influito la storia del luogo, per ragioni simboliche. Tuttavia ancora non è chiaro se a colpire sia stato lo Stato Islamico o al-Qaida.

La Giordania è stata, fino a qualche mese fa, un’eccezione nel panorama medio-orientale di guerre civili, rivolte e primavere arabe. Ma il precario equilibrio che ha permesso alla monarchia di mantenere sotto controllo le spinte dell’estremismo e della società civile rischia di rompersi. Un anno costellato di attentati su suolo giordano e la vicinanza di Siria e Iraq fanno temere il peggio. Già centinaia di giordani si sono uniti come combattenti allo Stato Islamico, e non è da escludere la presenza di almeno una cellula terroristica operante nel Paese. Ma a preoccupare le autorità di Amman è la situazione del confine con il Siraq. Una terra di nessuno dove 70mila profughi vivono in condizioni disperate, alla mercé dell’influenza di al-Baghdadi.

di Andrea SEVERINA

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