Botta e risposta tra il presidente della Bce Mario Draghi e il Ministro delle Finanze tedesco Schauble. Il board mantiene invariati i tassi.

Doveva pur succedere prima o poi. Ma nessuno aveva previsto l’asprezza dei toni che ha accopagnato lo scontro a mezzo stampa che ha visto protagonisti il Presidente della Bce Mario Draghi e il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble, per nulla soddisfatto delle misure di politica monetaria adottate in questi ultimi mesi. Alludendo al fatto che le decisioni del numero uno dell’Eurotower sarebbero troppo favorevoli ad alcuni stati, in particolare all’Italia, e recherebbero danno alla Germania, il Ministro ha lanciato un velenoso attacco in direzione di Draghi: «Pensate che un presidente non italiano avrebbe adottato una politica monetaria diversa?».

Mario Draghi, presidente della BCE. Photo credit: EPP Group in the European Parliament (Official) via Foter.com / CC BY-ND

La replica di Mario Draghi dalla sede della Bce (che si trova per giunta a Francoforte, in Germania) non si è fatta attendere: «Il nostro mandato ci obbliga ad agire per l’nteresse dell’intera Eurozona, e non per la sola Germania». La dura risposta, tesa a difendere l’indipendenza di un organismo importante come la Banca Centrale Europea, ha trovato l’appoggio incondizionato di tutti i membri del Consiglio Direttivo. Draghi ha poi aggiunto: «La Bce obbedisce alle regole, non ai politici». In questo modo è stato respinto al mittente ogni addebito. Una replica necessaria ad un attacco evitabile: non solo tirare in ballo le personalità e la loro nazionalità è una mossa scorretta, ma indebolire l’opinione tutto sommato favorevole nutrita dai mercati nei confronti della Bce potrebbe minare alla base e mettere a repentaglio gli effetti di ogni misura ordinaria e straordinaria intrapresa in futuro.

Le esternazioni di Schauble giungevano questa mattina in risposta alla decisione del board di mantenere i tassi invariati, al livello di minimo storico a cui si trovano nell’ultimo periodo. In particolare, il tasso principale è stazionario allo 0,00%, quello sui depositi bancari al -0,40% e quello di rifinanziamento marginale allo 0,25%. In proposito, nella conferenza stampa è stato precisato che «i tassi verranno ancora abbasstati o mantenuti costanti per un orizzonte temporale che va oltre quello di validità del Quantitative Easing». La Bce si concentrerà ora sull’attuazione delle misure decise nel marzo scorso, come quelle per l’acquisto dei cosiddetti corporate bond, che avranno inizio a giugno.

di Andrea SEVERINA

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