Pjaca potrebbe essere finalmente il giocatore giusto per effettuare il passaggio alla difesa a quattro, un rischio da correre.

Marko Pjaca, croato classe ’95, rappresenta uno degli investimenti più onerosi dell’era Andrea Agnelli: sono ben 23 i milioni versati nelle casse della Dinamo Zagabria, solamente Higuaín, Dybala e Pjanic sono costati di più negli ultimi 6 anni. Pjaca rappresenta una scommessa, dalla sua ha sicuramente tante presenze con la Dinamo, più precisamente 92 con 28 goal all’attivo tra competizioni nazionali e internazionali, ma l’adattamento in un campionato come quello italiano nella Juventus non è scontato. Marotta e Paratici hanno però sempre avuto un fiuto particolare per i giovani talenti e non saranno di certo bastate le poche apparizioni con la Croazia agli Europei per convincerli a sborsare quella cifra così elevata.

Pjaca è un giocatore offensivo, nasce trequartista, ma è stato adattato nel ruolo di ala sinistra, viste le sue straripanti doti fisiche. Un ottimo tiro, un eccellente dribbling lo hanno messo in luce in una squadra che da sempre è punto di riferimento per i talenti del calcio croato: Modric, Mandzukic, Kovacic, sono tutti prodotti della “cantera” della Dinamo.

Un altro aspetto che potrebbe generare dei dubbi sulla sua acquisizione è il collocamento tattico in un modulo, il 3-5-2 di Allegri (meglio considerarlo un 5-3-2) dove non c’è spazio per trequartisti e tanto meno per ali offensive. Qui entra in gioco il rischio che vale la pena correre: Allegri ha sempre amato la difesa a 4 e Marko Pjaca rappresenta il giocatore ideale per attuare il processo di rivoluzione in casa Juve, ovvero il cambio modulo. I primi approcci con la difesa a 4 risalgono alla stagione 14/15, dove il tecnico livornese in Champions era solito schierare il 4-3-1-2 che ha portato i bianconeri in finale. Con la cessione di Vidal, che in quel modulo agiva tra collante tra centrocampo e attacco, non è stato più possibile replicare quel tipo di soluzione, ma ora Pjaca può prendere quel ruolo di trequartista tanto caro all’allenatore. Meglio ancora, si potrebbe pensare ad un 4-3-3 a con Marko ala sinistra e Dybala (o Cuadrado) ala destra.

Si può rivoluzionare tatticamente una rosa per un giocatore? Si può, ed in questo caso si deve. La difesa a 3 è ormai un concetto superato in ambito europeo, tant’è che anche l’anno scorso Allegri ha provato ad imbrigliare il Bayern di Guardiola, riuscendoci fino a pochi secondi dal fischio finale, con due linee in mezzo al campo (il modulo era 4-5-1), non lasciando mai la situazione di 3 contro 3 tra la BBC e il tridente offensivo di turno. Sicuramente è un rischio rinunciare a quei tre dietro che garantiscono sicurezza, ma con l’avanzare dell’età di Barzagli e Chiellini e con l’arrivo di Benatia, che in una difesa a 4 ha dimostrato di essere uno dei centrali più forti al mondo, si può cambiare.

Che Allegri stia covando qualcosa di diverso si è notato dal primo giorno della stagione: Dybala infatti ha iniziato a giocare molto lontano dalla porta, con buoni risultati, lasciando ad Higuaín e Mandzukic il ruolo di reggere da soli il reparto offensivo: questo potrebbe essere il preludio ad un suo adattamento come esterno destro, dandogli libertà d’azione, facendolo giocare a tutto campo come Messi. E dall’altra parte chi meglio di Pjaca può ricoprire il ruolo di ala sinistra?

Va infine considerato un ultimo aspetto: sia Higuaín che Mandzukic hanno dimostrato che nel 4-3-3 tutte le loro enormi doti di realizzazione vengono esaltate, e con Pjaca, Dybala e Cuadrado di cross ne arriverebbero tanti.

Articolo precedente

Zika, l'insidioso virus che storpia i neonati

Articolo successivo

Apple pronta a comprare McLaren?

Alberto Imperiale

Alberto Imperiale

Diplomato al Liceo classico Cavour, studio medicina e chirurgia all'università di Torino. Scrivo per la sezione Sport, in particolare amo il calcio in tutte le sue sfaccettature. Dopo la mamma solo la Juventus.