Andrea Bocelli avrebbe voluto esibirsi alla cerimonia d’insediamento dell’amico Donald Trump. Ma il boicottaggio dei fan ha imposto la marcia indietro.

Se ne è parlato per la prima volta nella rubrica Page Six del New York Post. L’hanno chiamato “Bocelligate“.  Ha coinvolto il tenore toscano di fama mondiale Andrea Bocelli e il presidente eletto degli USA Donald Trump. E ha provocato imbarazzi e smentite, mettendo in difficoltà lo staff di the Donald. Ma quando si è saputo che il cantante italiano aveva intenzione di esibirsi alla cerimonia di insediamento dell’amico alla Casa Bianca, nulla ha potuto fermare i suoi fan. I più agguerriti hanno lanciato l’hashtag#BoycottBocelli, con l’intento, riuscito, di costringerlo a tornare sui propri passi.

Andrea Bocelli. Photo credit: laurentius87 via Foter.com / CC BY-SA

Il sostegno di Bocelli a un personaggio “discutibile” come Donald Trump è stato come fumo negli occhi per alcuni sostenitori. Tuttavia l’amicizia tra i due non è mai stata un segreto. Già almeno una volta in passato il tenore italiano aveva cantato per il tyoon newyorkese a una festa privata presso il lussuoso resort di Mar-a-Lago, in Florida. Bocelli si sarebbe perciò proposto per un’esibizione “se fosse stato utile”. Ma a 31 giorni dalla cerimonia, complice la rivolta dei fan, l’interessato ha dovuto smentire perché “la cosa stava suscitando troppo clamore”.

Lo staff del 45esimo Presidente degli Stati Uniti non poteva stare a guardare. Trump non può apparire come un personaggio evitato da star di fama mondiale del calibro di Bocelli. Specie dopo la sfilza di celebrità che ha sostenuto fino all’ultimo la rivale Hillary Clinton. Così gli organizzatori dell’evento si sono affrettati a rilasciare imbarazzate dichiarazioni riparatrici. Non si sarebbe trattato di un rifiuto, ma Bocelli “non sarebbe mai stato invitato”. I retroscena, però, raccontano di un Trump dispiaciuto “che persone di sinistra abbiano impedito a un cantante come lui di esibirsi in una giornata storica”.

di Andrea SEVERINA

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