Anis Amri, autore della strage del mercatino di Berlino, è stato ucciso a Milano. Aveva iniziato una sparatoria con una pattuglia della Polizia di Stato.

Si è conclusa questa notte a Milano la fuga di Anis Amri. L’attentatore era già noto alle forze dell’ordine tedesche. Il suo nome era emerso dalle indagini successive all’attentato che ha sconvolto Berlino nei giorni scorsi. Le impronte e i documenti ritrovati sul mezzo dirottato per compiere la strage hanno dato modo alle autorità di tutta Europa di mettersi sulle sue tracce. La caccia all’uomo si è conclusa questa notte in piazza I Maggio a Sesto San Giovanni.

A Milano una pattuglia della Polizia ha ucciso Anis Amri. Photo credit: Jimmy Mallinson via Foter.com / CC BY

L’attentatore, secondo quanto emerso dalle indagini della Digos, avrebbe raggiunto l’Italia attraverso la Francia. Arrivato a Torino (stazione Porta Susa) da Chambery, nella Savoia Francese, Amri avrebbe passato tre ore nel capoluogo piemontese. Infine, attorno alle 23, sarebbe salito su un treno per Milano. L’uomo è stato raggiunto in piazza I Maggio mentre si muoveva a piedi, alle 3 di questa notte. Due giovani agenti della Polizia di Stato, Cristian Movio e Luca Scatà hanno intimato l’alt per un controllo documenti di routine. Il fermato, privo di documenti, ha estratto una calibro 22 dallo zaino e ha fatto fuoco colpendo Movio alla spalla. Due colpi esplosi dagli agenti hanno colpito l’aggressore: uno di essi, al torace, è stato fatale.

La sicurezza che si trattasse di Anis Amri è giunta solo questa mattina, grazie al confronto delle impronte digitali. Subito sono giunti i ringraziamenti delle autorità tedesche. La magistratura è stata informata di quanto accaduto a Milano ed effettuerà i dovuti accertamenti. Intanto, il nuovo Ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha convocato una conferenza stampa per riferire ai media i primi sommari particolari. E per ringraziare i due poliziotti: “Noi guardiano a questi due ragazzi come persone straordinarie, di giovanissima età, che facendo semplicemente il loro dovere hanno reso un servizio straordinario alla comunità. Penso sinceramente di poter interpretare il sentimento del nostro Paese nel dire loro che l’Italia è a loro grata“.

di Andrea SEVERINA

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