Krusciovke: simbolo sovietico del disgelo

Le krusciovke erano il simbolo sovietico voluto da Nikita Krusciov negli Anni ’60. Il grande progetto popolare pianificato per dare un alloggio a migliaia di russi nell’epoca del disgelo. Le krusciovke sono divenute presto il simbolo universale dell’edilizia popolare sovietica. Un gigantesco progetto volto a dare una casa ad ogni famiglia. Il dopoguerra in Russia aveva visto riversarsi in strada migliaia di famiglie.
Si trattava di palazzine di cinque piani, spesso prefabbricate, prive di ascensore e destinate a durare 25 anni. Ma le krusciovke non sono durate un quarto di secolo. A Mosca e in altre città della Russia se ne vedono ancora e campeggiano tra cielo e terra a ricordare che un tempo lì dominava il comunismo. Oggigiorno molte di queste krusciovke sono pericolanti e spesso inagibili, ma resistono ugualmente al tempo e qualcuno le abita ancora.

Le promesse del sindaco di Mosca, Sobyanin

Recentemente il sindaco moscovita, Sobyanin, ha promesso che entro il 2018 saranno demolite tutte le krusciovke, portando a termine un lungo un progetto iniziato quasi vent’anni fa, nel 1999. Da allora di krusciovke ne son state demolite oltre 1.700 a Mosca, ma si sottolinea che nella capitale ad oggi ve ne sarebbero ancora altre 8mila, per un controvalore di un milione e mezzo di persone potenzialmente “sfollate” e 25 milioni di mq. Il sindaco Sobyanin attende dunque una legge speciale da parte della Duma per dare avvio all’ultima fase di demolizione.

Edizioni popolari a San Pietroburgo. Photocredit: Public domain/Wiki/Mrssir – Own work

L’età delle krusciovke, ricorda qualcuno, riguardò essenzialmente gli anni del dopoguerra e gli Anni ’60, in attesa del decennio brezneviano contrassegnato dal boom edilizio dei grattacieli. Ora le krusciovke cadono a pezzi. Alcuni sono prive di elettricità e sono il simbolo del sogno sovietico tramontato da tempo.

Per qualcuno, tuttavia, non risulta un’operazione così semplice e “potrebbe richiedere diversi anni e parecchi soldi”. Chi ha vissuto per anni nelle krusciovke ha un ricordo positivo almeno per l’inizio, quando finalmente ogni famiglia “poté conoscere per la prima volta la privacy”, non dovendo più condividere gli spazi con sconosciuti. Gli anziani hanno visto nella costruzione delle krusciovke il realizzarsi di un sogno atteso da parecchio, l’inizio di “un’epoca nuova” per l’Unione Sovietica, l’avvento del disgelo.

Il timore della gente dopo la fine delle krusciovke

La gente di Mosca oggi ha paura di finire per strada. Fa sapere che – sebbene siano fatiscenti – le krusciovke sono ancora un tetto sicuro sotto il quale abitare. Qualcuno ha il timore di finire in qualche centro urbano di nuova edilizia lontano dalla città dei servizi, “tra i campi e i pascoli dove sta il bestiame”. Ma il sindaco Sobyanin ha promesso ben altro, che presto tutti avranno una casa dove abitare in un quartiere vicino alle attuali krusciovke in via di demolizione.

C’è intanto chi si dice scettico. Dall’opposizione si levano i sospetti di Dmitry Gudkov, che afferma: “I terreni dove ora sorgono le krusciovke valgono oro. Sarebbe una vera ricchezza per i costruttori edili abbattere palazzine fatiscenti di cinque piani per costruire grattacieli di lusso”. E dunque Mosca si trova ora nell’incertezza, fra il timore di una gigantesca truffa e la speranza di una nuova epoca.

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Stefano Boscolo

Stefano Boscolo

Stefano Boscolo nasce a Torino nel luglio 1986. È laureato a pieni voti in Lettere e con lode in Culture moderne comparate presso l'Università degli Studi di Torino. È autore di diverse pubblicazioni e di una tesi sull'Immagine di Cristo, il culto mariano e il significato della salvezza nella poetica di Karol Wojtyla. È studente nel corso di laurea magistrale in Filologia e Letterature dell'Antichità. È uditore presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale - Torino.