L’azzardo di David Cameron si è rivelato un vero e proprio autogol che però deve servirci per prendere atto di tutto quel che possiamo migliorare dell’Unione Europea e di quel che dobbiamo fare per cambiarla. È vero, ha vinto la politica dei populismi antieuropei, ma quel che adesso non possiamo fare è ignorare le indicazioni che ci arrivano dal voto britannico.

Hanno vinto quelle politiche e quelle narrazioni che in questi anni hanno voluto abbattere il sogno e il progetto europeo che abbiamo coltivato. Il mio primo pensiero è ai cittadini inglesi che da domani si renderanno conto delle conseguenze pratiche che questo voto avrà sulle loro vite.

La campagna referendaria è stata segnata da sentimenti xenofobi che hanno lasciato spazio a un clima pesante che è stato drammaticamente segnato dall’omicidio di Jo Cox, deputata laburista nello Yorkshire.

Abbiamo l’obbligo di agire e in fretta. Dobbiamo fornire risposte agli europei che chiedono chiarezza sulle questioni che li preoccupano maggiormente come la difesa e la sicurezza comune, ma anche sulle politiche fiscali che servono per rilanciare la crescita e l’occupazione, così come per le politiche sull’immigrazione. Un approccio e una risposta europea a queste tematiche renderebbero l’Europa più credibile e forte.

I timori degli europei sono legittimi e devono essere ascoltati. Sono rivelatori della necessità di semplificare l’attribuzione delle competenze per chiarire le responsabilità politiche di ciascuna istituzione e per trasferire le mansioni concorrenti al miglior livello di gestione. Una nuova convenzione aperta ai popoli europei potrà essere l’occasione per discutere insieme sul futuro del nostro continente.

La soluzione ai problemi dell’Unione deve passare anche per la via della partecipazione. I cittadini devono sentirsi parte dell’UE e devono sentirla propria. È necessaria una vasta consultazione degli europei perché dobbiamo aprire un serio dibattito sull’Europa che vogliamo per i nostri figli e per i nostri nipoti.

Il Parlamento Europeo deve avere una reazione immediata e il mio impegno sarà in questa direzione: dobbiamo rilanciare le buone ragioni che abbiamo per stare insieme e dobbiamo approvare subito una risoluzione.

Un ultima riflessione di carattere politico. Ho definito questo referendum un azzardo di Cameron che purtroppo si è rivelato un autogol. Il Primo Ministro inglese in un momento di difficoltà elettorale ha cercato consenso rilanciando un tema importante per il popolo inglese e per tutti gli europei. La volontà popolare espressa tramite lo strumento del voto deve sempre essere rispettata e ascoltata però la politica non deve assecondare la pancia dei cittadini, ma deve parlare alla loro testa. Quello che è successo nel Regno Unito ci serva da lezione.

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On. Mercedes Bresso

On. Mercedes Bresso

Nata il 12 luglio 1944 a Sanremo (IM).

Professore di Economia al Politecnico di Torino, ha insegnato a Pavia, Udine e all’Università di Torino. Esperta di economia dell’ambiente, è autrice di libri e saggi.

Ha ricoperto la carica di presidente della Federazione Mondiale delle Città Unite (FMCU), del coordinamento Mondiale delle Associazioni di Città (CAMVAL) e di Metrex, rete delle aree metropolitane europee.

Ha presieduto la Conferenza delle Alpi Franco-Italiane (CAFI). E’ Grand’Ufficiale al Merito della Repubblica. Nel 1985 è stata eletta per la prima volta in Consiglio regionale e nel 1994-‘95 è stata assessore regionale alla Pianificazione territoriale e ai Parchi.
Dal 1995 al 2004 è stata presidente della Provincia di Torino e dell’Unione delle Province Piemontesi.

Eletta al Parlamento europeo nel 2004 è stata presidente del Comitato Piemontese per la Costituzione europea. Dal 2005 al 2010 è stata presidente della Regione Piemonte.

Il 10 febbraio 2010 è stata eletta presidente del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea.?Nel 2010 è stata rieletta in Consiglio regionale, in quanto candidata presidente seconda classificata, con 1.033.326 voti (pari al 46,91%), ottenuti dalla sua lista Uniti per Bresso.

E’ stata Presidente del Comitato delle Regioni, il Parlamentino dei poteri locali Europei: primo politico italiano a ricoprire la carica, prima donna in assoluto.

Nel 2014 si candida alle Elezioni europee con il PD nella circoscrizione del Nord-Ovest.. Con 101.025 preferenze è la terza più votata del Pd nella Circoscrizione Nord-Ovest.
Nel parlamento europeo è nelle commisioni:
Membro
· REGI – Commissione per lo sviluppo regionale
· AFCO – Commissione per gli affari costituzionali
· DEEA – Delegazione per le relazioni con la Svizzera e la Norvegia, alla commissione parlamentare mista UE-Islanda e alla commissione parlamentare mista dello Spazio economico europeo (SEE)
Membro sostituto
· EMPL – Commissione per l’occupazione e gli affari sociali
· D-UA – Delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Ucraina