Airbus ha recentemente presentato un sistema di trasporto modulare ibrido, in parte auto e in parte drone, completamente autonomo e ad emissioni zero.

Un’auto per volare sul traffico

Dopo Vahana è il turno di Pop.Up. Airbus non si ferma più e sforna un nuovo, entusiasmante, progetto di “auto-volante” pronto a rivoluzionare il settore dei trasporti. Il progetto, presentato dal colosso dell’aviazione all’ultimo Salone dell’Auto di Ginevra, è un concept rivoluzionario dove auto e aereo si incontrano. Realizzato in collaborazione con Italdesign, Pop.Up è un sistema di trasporto autonomo, a zero emissioni formato da tre moduli. Il primo, una capsula in fibra di carbonio, è adibita al trasporto dei passeggeri (attualmente è stata configurata per due) mentre gli altri due sono quelli responsabili della propulsione terrestre o aerea. Volendo spostarsi in modalità “auto” infatti la capsula-passeggeri viene attaccata ad un pianale su ruote spinto da un motore elettrico mentre per volare viene agganciata ad un modulo aereo con 4 rotori elettrici. Il passaggio dall’uno all’altro viene realizzato in pochi secondi permettendo una notevole flessibilità al sistema. Non sono infatti necessarie aree dedicate o infrastrutture per realizzare il cambio. Qualora ci siano ingorghi stradali e si voglia passare alla modalità “volo”, il modulo-UAV raggiunge la capsula “agganciandola” mentre il modulo terrestre ritorna autonomamente all’area di sosta più vicina, in attesa di un nuovo cliente.

Non sono solo gli aspetti tecnici però a rendere questo progetto particolarmente all’avanguardia. Il sistema infatti è stato pensato per essere utilizzato in condivisione. Basta infatti uno smartphone per prenotare un “passaggio”. Il sistema, a seconda della meta impostata e delle preferenze espresse dal passeggero, sceglie il tipo di trasporto più adatto (terra, aria o una combinazione dei due) inviando la capsula nel punto del prelievo. Cuore di Pop.Up è infatti una piattaforma di intelligenza artificiale in grado di gestire in real time le modalità di utilizzo delle capsule servendosi delle informazioni aggiornate sul traffico.

Un sogno lungo più di un secolo

Sebbene (almeno per il momento) l’auto-volante sia rimasta appannaggio di film fantascientifici come Blade Runner o Ritorno al Futuro II, l’idea di trasformarla in realtà ricorre nella mente dei progettisti da diversi decenni.

“ Segnatevi queste parole: automobili e aeroplani si combineranno. Potete sorriderne, ma avverrà”. Queste parole, pronunciate nel lontano 1940 da Henry Ford, hanno infatti trovato negli anni svariati sostenitori pronti ad accettare la sfida.

Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli Stati Uniti videro la luce svariati progetti come la Convaircar o l’Aerocar. Il primo, un abitacolo a quattro posti  in fibra di vetro dotato di ali rimovibili, fu abbandonato a seguito di un incidente avvenuto in fase di collaudo. Il secondo, per parte sua, riuscì ad ottenere dal suo produttore un accordo per la produzione di massa con condizioni però tali da non permettere una sua produzione in serie. Questa idea non fu però appannaggio solo degli Americani, anche in Europa vennero sviluppati alcuni prototipi, come l’italiana Colli PL 2C. In tempi più recenti Terrafugia e Aeromobil hanno portato avanti progetti come Transition, Terrafugia TF-X  e Aeromobil 3.0 che avvicinano sempre più il confine tra impossibile e reale.

Airbus, inserendosi in questo panorama, intende mettere a frutto il suo smisurato potenziale tecnologico per dare la spallata definitiva a questi problemi e trasformare definitivamente i sogni in realtà.

Un Flash Forward nel futuro

La domanda che sorgerebbe spontanea a chiunque di fronte ad un’idea del genere è: un sistema di trasporto di questo tipo è davvero possibile o è solo una visione fantascientifica?

La risposta di Mathias Thomsen, General Manager Urban Air Mobility di Airbus, è alquanto sorprendente.  «Pop.up, dal punto di vista tecnologico, è molto vicino a qualcosa che potrebbe essere già messo in produzione» ha dichiarato infatti alla stampa in occasione della presentazione del progetto. Airbus, nel collaborare con Italdesign, ha infatti insistito molto sul fatto che sensori, tecnologie, design aeromeccanico e sistemi di propulsione fossero realisticamente realizzabili già oggi.

Photo credit megalopoli: Gabriel White via Foter.com / CC BY-SA

Il discorso però cambia parlando dell’infrastruttura necessaria per supportare il tutto. I sistemi di controllo del traffico, così come la normativa, è infatti assolutamente inadeguata, allo stato attuale delle cose, a reggere Pop.Up. Questo ostacolo, comune a molte nuove tecnologie, non è però impossibile da superare. Servono soltanto pazienza e buona volontà da parte degli organi coinvolti, aspetti che, considerati i potenziali vantaggi che derivano da un simile concept, non sarà difficile trovare.

Il progetto di Airbus si pone infatti come potenziale soluzione ad un problema attualmente particolarmente sentito come quello del traffico delle grandi metropoli. Secondo stime Airbus questo problema, che già oggigiorno affligge milioni di persone, non farà che peggiorare col passare degli anni. Entro il 2030 infatti si stima che il numero di megalopoli da più di 10 milioni di persone raggiungerà le 40 unità. Tra incidenti, ritardi e disagi ai cittadini, questi enormi agglomerati urbani arriveranno a costare fino a 350 miliardi di euro l’anno, cifra che, servendosi di Pop.Up, potrebbe essere usata in maniera più utile.

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Marco Borghetto

Marco Borghetto

Classe 1991, sono laureato in Ingegneria Aerospaziale al Politecnico di Torino nell'indirizzo Aeromeccanica e Sistemi.